Il Bureau
10 Giugno Giu 2012 2212 10 giugno 2012

Croazia - Irlanda, Trapattoni e scommesse

di Germano D'Ambrosio

LA TRAMA
In sala scommesse due gonzi panciuti si mettono in bocca le parole che hanno appena letto sul giornale sportivo aperto sul tavolino. “La Croazia a quest’Irlanda se la mangia a colazione, sono spacciati”. Imbecilli, penso io: non sanno che quei giudizi li ha scritti un mio collega ieri sera, sbronzo pesto, al termine di una telefonata con il sottoscritto. Spesso ci si dimentica che le notizie sportive sono fatti veri filtrati attraverso le esistenze perlopiù squallide di chi li racconta. A proposito: ho scoperto che il percorso dalla sala scommesse al mio appartamento diventa sempre più faticoso, a causa del gran caldo. Tu guarda se non mi toccherà smettere di scommettere non per via dei soldi o della salute mentale, ma a causa della temperatura. Giunto sul divano, mi tocca scanzare un paio di cartoni di pizza per trovare una posizione che non mi faccia urlare per il mal di schiena. Ma non voglio buttarli, anzi mi preme che siano bene in vista: i ladri che dovessero avere la geniale idea di visitare casa mia nottetempo, devono avere l’impressione di avere a che fare con un cocainomane. Ho giocato il 2-1 per la Croazia, perché non credo sia così scontata come sembra, e i fatti a un certo punto sembrano darmi ragione. All’intervallo in effetti è 2-1, perdipiù grazie a un gol in fuorigioco, la qual cosa me lo fa venire duro. Ma la sorte si allontana da me proprio mentre la sto chinando e le sto slacciando i pantaloni. Inizia il secondo tempo, pronti-via, e quell’idiota del portiere irlandese subisce un gol che a definirlo buffo si fa un torto ai vari Marcel Marceau che abitano il pianeta, e alla loro nobile arte. Fanculo, questo non è il mio Europeo, non ne caverò un ragno dal buco. Ma è appena cominciato, dovrò trovare il modo per ingoiarmelo senza vomitare. Inquadrano Trapattoni, quello che si portava l’acqua santa in panchina, o il rosario, cose così. Ma la religione - diceva un tale - va bene negli ospedali. In Irlanda lo adorano, a volte sembra proprio che per ogni uomo ci sia una personalissima terra promessa in cui trasferirsi, vivere, e crepare felice. Spengo il televisore e spalanco la finestra, stasera il caldo è davvero insopportabile. I primi soldi che faccio con le scommesse, mi ci compro un ventilatore.

La scena madre
A un certo punto credo di aver visto dei fumogeni in campo.

Man of the match
The UnforGiven. Il terzo gol non è colpa sua, ma alcuni amici psicologi mi hanno consigliato di comprimere tutta la mia rabbia verso un unico e preciso capro espiatorio, anziché sganciarla uniformemente, come una coltre di nebbia che copre senza distinguere. Non sono convinto dell’efficacia di questo metodo.


RVSP

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