Alessandro Oliva
Viva la Fifa
10 Giugno Giu 2012 1234 10 giugno 2012

È il giorno di Italia-Spagna: ma non è vero che gli scandali ci fanno bene

Come siamo arrivati a Euro 2012? Accompagnati con il solito codazzo di polemiche, chiaro. Che non si dica che noi italiani non siamo bravi a complicarci la vita. Una volta le polemiche erano le staffette tra i giocatori più talentuosi. O se si voleva esagerare, due azzurri che si fanno fotografare in canottiera in un albergo spagnolo e vien fuori che magari sono amanti. Dall’anno di grazia 2006, quando vincemmo il Mondiale in faccia ai tedeschi che ci diedero dei mammoni (che luogo comune del cavolo, ma guarda te sti mangia-patate), gli scandali alla vigilia dice portino bene. Nel 2008 non ne avemmo e guarda come finì. Nel 2010 ci provò Lippi, non convovando Balotelli e Cassano: uno scandalo certo, ma non c’entrava la corruzione. E infatti uscimmo contro la Slovacchia.

Da Criscito che viene mandato a casa ma forse non ha fatto nulla, a Bonucci che è indagato ma resta, fino a Monti che dice che vorrebbe chiudere il calcio per 2-3 anni e finendo in bellezza con Buffon e quegli assegni a un amico tabaccaio che temiamo non servissero per le sigarette. “Principio sì giolivo, ben conduce”, avrebbe sentenziato il Boiardo. E’ vero che gli italiani si esaltano nelle difficoltà (io sto scrivendo nonosatnte abbia dormito 3 ore stanotte), ma dire che gli scandali ci fanno bene è una tremenda inesattezza. L’Italia gli scandali non li supera: li ricicla. Si ripresentano sempre e anche se con nomi diversi, le modailtà e spesso i personaggi sono sempre gli stessi. Ma sul piano tecnico, come siamo messi?

Se in difesa, reparto tradizionalmente forte, non siamo chissà chi, possiamo contare su un centrocampo solido (De Rossi, Marchisio, Pirlo, Thiago Motta) e su un attacco che in quanto a classe non deve invidiare nulla a nessuno. Prandelli da allenatore non ha mai vinto nulla, ma sta ridando un’identità a una squadra sfibrata dal disastro del 2010. Il girone di qualificazione, che ci vede accoppiati a Spagna, Croazia e Irlanda, è già un buon banco di prova.

Ecco, la Spagna. Loro hanno Xavi e Iniesta, noi Balzaretti e Giaccherini. Non è tutt'oro...Ma che vi aspettavate d'altra parte? La Nazionale è espressione del nuovo calcio, che vede l'Italia terribilmente indietro. I grandi campioni preferiscono i campionati stranieri compresi i talenti italiani (Balo, Santon). Le scuole calcio insgegnano a difendere a zona, dopo anni di maestria di marcature a uomo. Sono questi e tanti altri i motivi che ci vedono inferiori alla Spagna. Questione anche di fortuna generazionale: loro hanno Xavi e Iniesta, noi Balzaretti e Giaccherini.

Siam pronti alla 'morte'?

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