Il Bureau
10 Giugno Giu 2012 1857 10 giugno 2012

Italia - Spagna: trama, pagelle, scena madre e man of the match

di Simon F. Di Rupo

Italia - Spagna, la partita dell’ Europa che vocia troppo forte nei luoghi pubblici

LA TRAMA

Il primo passo europeo dell’Italia a Danzica esprime bene il motto della città: Nec temere, nec timide, né temerariamente, né timidamente. A parte questa ovvia nozione trovata tristemente in Wikipedia a fine primo tempo, e a parte l’insostenibile puzza di Don Abbondio che aleggia sempre in Rai Sport (non è facile giocare bene con una telecronaca che ti chiede di passare indietro la palla per un’ora e mezza), il pareggio appena sudato ha rappresentato in modo preciso la follia dei due allenatori, le cui formazioni hanno tanto avuto il sapore del videogame di calcio comprato a ottobre e ormai saturo a giugno. E’ per questo che, noncuranti delle statistiche sulla forza in base ai ruoli, si sono divertiti a mettere De Rossi centrale e Iniesta prima punta; l’Italia senza difesa e la Spagna senza attacco. L’esperimento è stato divertente limitatamente al fatto di vedere facce diverse nelle inquadrature della trequarti italiana, con un De Rossi maiuscolo e superiore al Bonucci troppo occupato a controllare la presenza di carabinieri allo stadio, e di un Giaccherini in veste di Arlecchino sulla fascia sinistra (nel suo caso Prandelli ha letto nelle qualità solo un 88 sulla velocità e ha cliccato sul joystick a sfavore di almeno 6 giocatori sensati).

E’ l’Europeo della crisi, ce ne ha parlato con ricca sagacia il nostro Luca Riposati, e una bella partita, quale è stata, male non ci fa, per un’ora e mezza. Nonostante, è vero, la questione dei cani che campeggia, forte e sottolineata, nei coloriti link di quel tribunale usa e getta che è facebook. E’ bene specificare da questo esordio, una volta per tutte, la nostra vicinanza alla sensibilità e al dramma della questione, tuttavia non ci sottraiamo alla possibilità che il calcio offre come bellezza, ossia come “promessa di felicità”, così come l’avrebbe definita Stendhal.

Pagelle


Buffon: dispendioso in fase di ricezione (o si dovrebbe dire “ricevitoria”?) delle interviste del pre-gara e delle pericolose staffilate spagnole. E’ un depresso nevrotico, ma merita un 8,5 per come è bravo a usare il corpo.


Maggio: Essere Maggio a giugno non è facile e nell’amichevole con la Russia si è visto. Un disastro. Oggi eccellente per grinta, dedizione e scelta nei tempi. 8


Bonucci: Se non avesse quell’aria da Bersagliere preoccupato, non diresti mai che è un tizio sull’orlo dell’avviso di garanzia. Per ora la garanzia è stata in qualche suo importante contrasto. Pessime idee in fase di impostazione. So’ ragazzi. 6,5

Chiellini: Il nasuto centrale juventino si è guadagnato la pagnotta e ha stupito per la poca mole di fallacci. Bizzarro quando spiega le sue ragioni all’arbitro ungherese in dialetto pisano. 7

De Rossi: Questa cosa di spostarsi sempre fuori ruolo per 12 mesi di fila lo diverte, è il primo della classe che si siede agli ultimi banchi per vedere che effetto fa poter fare casino e non essere visti. 8,5

Giaccherini: Un’ala sinistra offensiva spostata in difesa a farsi un mazzo così. Arlecchino buffo con le guance di mortadella. Sembra preso in prestito da uno sport educato e sconosciuto dell’olimpiade di Londra. 5,5

Thiago Motta: Non sa l’italiano e questo lo aiuta a non far capire a nessuno le sue intenzioni quando parla. Canta “Like a Virgin” sotto l’inno nazionale e nessuno se ne fa un capriccio. Stratega multiculturale, fa fare una fatica terribile a Pirlo. 5,5

Marchisio: Claudio è bello, e nel diario delle nostre figlie vorremmo tutti la sua foto. Gioca male il primo tempo dando anche lui troppo da fare a Pirlo, eroico nel secondo tempo quando fa solo due cose buone facendosi aiutare dalla bellezza. 6,5

Pirlo: E’ diventato milionario esclusivamente per avere un giardiniere. Quando un bello stadio come quello di oggi ha un terreno antiestetico, il nostro geometra si incazza, e gioca non vedendo l’ora di smettere. In questo senso, a un certo punto decide che è ora di segnare e si inventa il gol.

Cassano: E’ il giocatore più forte d’Italia, 8,5

Balotelli: E se provassimo a farlo giocare con Kanye West nelle orecchie? 5,5

Di Natale: Gol. 7

Giovinco: Poco sensato metterlo in gara in quel momento. E’ divertente perché è basso, ma sa troppo di imitazione della Spagna. Giuseppe Rossi ha spento la televisione in quel momento. 5,5

Nocerino: Andare a giocare a Milano gli ha dato la bruttissima abitudine di farsi dei capelli da imbecille, grazie ai quali si sente meno trattore provinciale e segna alcuni gol in stagione solo perché nessuno lo marca mai. Oggi gioca due minuti, il voto è ai capelli. 5

Scena madre
Cassano che va a dire tutti, nel prepartita, che ha avuto una specie di infarto ma che ancora ha voglia di ridere ed essere grezzo. L'emblema di ciò che l'Italia dovrebbe fare a livello politico

Man of the Match
De Rossi

RSVP

Laura Pausini live nella televisione spagnola. L'Europa che tutti gli europei odiano.


 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook