Appesi ai numeri
10 Giugno Giu 2012 1026 10 giugno 2012

L'Unione Europea ci costa ogni anno 120 milioni in traduzioni

Solo per tradurre documenti la Commissione Europea spende ogni anno 300 milioni di euro. La sua Direzione Generale per la Traduzione nel 2011 ha sfornato più di due milioni di cartelle – cioè facciate da 1500 caratteri spazi inclusi, più corte di questo articolo – ad un costo medio lordo di 142 euro l'una. Poi ci sono gli interpreti, che si occupano di traduzione simultanea e di stilare sintesi di discorsi e riunioni. E sono altri 105 milioni.

La delicatezza delle attività dell'esecutivo europeo richiede servizi linguistici altamente professionali. Ed i professionisti, sembra di capire, costano.

La Commissione è solo uno dei tanti organi ad aver bisogno di uno stuolo di traduttori ed interpreti. Riuscire a far comunicare una babele da 23 lingue riconosciute – 22 di fatto, perché gli irlandesi ci hanno graziato e non si traduce in gaelico – costa ogni anno circa due euro per ogni cittadino europeo. Sarebbe a dire un miliardo di euro – di cui 120 milioni messi sul piatto dagli italiani.

La stima, pubblicata sul sito della Direzione Generale per la Traduzione, è definita «molto grezza» dall'ente stesso. È dal 2006, quando bulgaro e rumeno erano ancora lingue extracomunitarie, che l'UE non diffonde un dato ufficiale sulle spese complessive. Oggi come oggi non si conoscono i costi dei servizi linguistici del Parlamento Europeo, che sono ricompresi nei 624 milioni spesi ogni anno per il personale. Il Consiglio Europeo invece si avvale delle stesse strutture della Commissione.

Costa circa 55 milioni il Centro di traduzione degli organismi dell'Unione Europea, un ente con sede in Lussemburgo a cui vengono appaltate attività linguistiche da parte di agenzie ed uffici UE.

Forse sono soldi ben investiti. Sicuramente ci aiutano a ricordare che siamo ben lontani dall'essere gli Stati Uniti d'Europa.

twitter@pfrediani

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