Da mamma a mamma: Take it Easybaby!
10 Giugno Giu 2012 1529 10 giugno 2012

Prima regola: prepara la tua borsa come Bear Grylls

Chi mi conosce lo sa fin troppo bene, io ho una sola, enorme, costosissima debolezza: le borse. Potrei dilungarmi ore e ore spiegandovi quanto secondo me la borsa fa tutto, anche più delle scarpe, con cui si può farla franca risparmiando.
Una bella borsa è speciale, ha il potere di rendere elegante anche un sacco di iuta.
Ci sta dentro tutto quello che ti serve, ti ci puoi rifugiare quando sei in difficoltà per trovare ispirazione, è il tuo piccolo mondo a portata di mano e, come se questo non bastasse, quando diventi mamma, diventa il tuo aiutante numero uno.

Scena tipo: è mattina presto, il papà di tuo figlio è appena uscito per andare al lavoro, in casa sembra sia esplosa una bomba e tu hai di fronte una giornata lunghissima, con all’attivo solo circa 5 minuti di sonno. Ancora non ti capaciti che ti abbiano lasciato portare a casa tuo figlio così, senza nessuna istruzione dettagliata. Sei alla disperata ricerca di consigli e soluzioni per sopravvivere allo tsunami che si è abbattuto sulla tua vita.

Calma, respira, rifletti. Ma scusa, non hai visto The ultimate survivor? Bear, per me fonte di costante ispirazione, insegna: puoi farcela grazie alla tua intelligenza, sfruttando le risorse che ti offre l’ambiente che ti circonda e dotandoti di uno zainetto con dentro cose a caso.
Fidati, se quell’uomo sopravvive mangiando interiora di cammello e dormendo in una capra rivoltata come un calzino, anche tu hai tutte le carte in regola per sopravvivere a tuo figlio. Rispetto a Bear poi avrai tre grandi vantaggi competitivi.
1. Sei una donna e quindi per diritto di nascita più organizzata
2. Non riempirai la tua borsa di pezzi di fune e animali morti trovati per strada
3. Molto probabilmente non vivi nel deserto o al Polo.

Già queste tre cose dovrebbero farti sentire molto meglio, se sei ancora nel panico più totale, vestiti, prendi in braccio il tuo bambino e corri a comprarti subito una borsa stupenda, vedrai che comunque qualcosa verso il positivo comincerà a smuoversi.
A parte gli scherzi, dopo quasi cinque anni di situazioni atroci tipo, giusto per citarvene una: entro dentro a una grande libreria del centro con Emma di circa 8 mesi sul passeggino, a un tratto sento come una scossa di terremoto e un odore inequivocabile si libra nell’aria, lei mi guarda con i suoi occhioni da Bambi e alza le braccia verso di me per farsi prendere in braccio.
La prendo in braccio e realizzo in un attimo la gravità della situazione: la bambina è piena di cacca dal collo alla caviglie e ho portato con me solo un misero pannolino.
I suoi vestiti e i miei sono da buttare, il passeggino è da lavare, sono sola, Emma vede la mia faccia sconfitta e si mette a piangere, tutti ci guardano.
Ottimo, brava Chiara, una mamma da 10 e lode.

Così com’è la rimetto sul passeggino, mi lancio fuori dal negozio e scruto l’orizzonte.
I miei occhi si posano sull’insegna di un negozio di abbigliamento in cui entro come un proiettile e compro: un cambio completo per lei, una maglietta per me e un asciugamano.
Poi a tutta velocità, con i capelli dritti, corro verso una farmacia e chiedo salviette come dal fruttivendolo: “Si grazie, me ne dia un chilo”.
Il farmacista: “Signora, fa un chilo e mezzo, che faccio? Lascio?”.
“Lasci, lasci”.

Ora tocca al bar, sempre più sudata, sempre più puzzolente: “Scusi mi sa dire dove è il bagno?”
Il barista: “Di là signora, ma deve consumare”.
Uno sguardo, il mio da pazza, lo ha messo tacere, per sempre.
Lavo la mia povera bambina nel lavandino, usando uno di quegli odiosi saponi da parete che scendono a pressione: non importa quanto schiacci, puoi anche finirlo se vuoi, tanto non funziona, è finto.
Esauste, usciamo dal bar finalmente pulite, sulla nuca sento lo sguardo del barista che mi disapprova, un ghigno si disegna sul mio volto esanime….non sa ancora che in bagno lo aspetta una palla di vestiti atomica.
Sono le 9 e mezza del mattino.

Ecco, dicevo, dopo quasi cinque anni di situazioni agghiaccianti ho imparato che gli imprevisti capitano a tutte ma spesso una borsa con tutto l’occorrente ti aiuta a risparmiare soldi, stress e capelli bianchi.
Cosa c’è sempre nella mia borsa? Cerotti, salviette umidificate, salviette disinfettanti, ciucci, pannolini basta per fortuna, un cambio a testa, bavaglini, succhi di frutta, caramelle, crackers, una sciarpa, un coltellino svizzero - non si mai -, una k-way, un ombrellino pieghevole.
Durante la settimana normalmente a queste cose si aggiungono: computer portatile, telefono, portafogli, beauty con dentro qualche trucco, agenda, un quaderno per gli appunti, penne e cavo per ricaricare il telefono.

La mia borsa pesa 10 chili ma è difficile cogliermi impreparata.


 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook