De Gustibus
10 Giugno Giu 2012 2209 10 giugno 2012

Sangria-Spritz 1 pari. Cronaca di una partita ad alto tasso etilico, pardon atletico

Strada principale transennata, panche da sagra e pubblico ordinatamente seduto (per il momento) davanti a un megaschermo davanti al bar del paese. Manca poco al calcio d’inizio e se non fosse per quel megaschermo questa sembrerebbe una ghost town del far west,.

La scena è di quelle che fanno tanto Italia, quella più ottimista, speranzosa e verace, quella che Benni amerebbe raccontare in un Bar Sport, con il Mister della squadra dell’oratorio (il “tennico” del gruppo) che discute col sindaco, che per l’occasione sfoggia tutto il tricolore sfoggiabile.
Tutti hanno un’appendice alla mano destra: birretta, spritz, prosecco, un bianco o, per i più accesi tifosi, quelli che han bisogno di “carburare”, un Cabernet.
Sento ottimismo e trepidazione nell’aria e mi dico che di questi Europei abbiamo bisogno, noi per cui in fondo il mondo ci piace anche perché somiglia a un pallone da calcio, noi per cui un bel goal risveglia amor proprio e amor patrio.

E poi dopo mesi a sentirci dire che “siam messi peggio della Spagna” vuoi che non ci venga la voglia di batterli?
Una ricerca di qualche anno fa, “Sports Sentiment and Stock Returns”, dimostrava tra l’altro che i risultati delle partite, soprattutto se di calcio, soprattutto se a livello europeo/mondiale, soprattutto in paesi in cui il football rappresenta un credo, hanno effetti non secondari sui mercati azionari (le sconfitte registrano ribassi mensili fino al 7%), figurarsi sul nostro umore nazionale e sul nostro consumo al bar.
Perché quando il gioco si fa concitato e le voci salgono di tono, bagnare le ugole diventa necessario. Quando i nostri si avvicinano alla porta avversaria un sorso di dà coraggio. E poi quando si segna un gol il brindisi ci sta tutto.

Me la sono guardata col mio amico Maurizio la partita, un “tennico” per davvero, uno che di calcio ne mastica tutti i giorni e io, che di calcio non capisco niente, al suo racconto aggiungo un po’ di “spirito”.

Mau: “Avevamo paura di questa partita contro i Campioni del mondo e Campioni Europei in carica. Ed invece siamo andati piuttosto bene, non solo per il pareggio (chi non avrebbe firmato per questo risultato prima della partita…?), ma anche per come siamo riusciti a portare la gara sul nostro terreno preferito, quello dell’ esasperazione “tattica” dell’incontro”.

io: “Vuoi dire che sul campo è come a tavola? abbiamo una tempra che non ce n’è per nessuno.”

Mau: “Che poi era probabilmente l’unica maniera per poter competere quasi alla pari contro lo strapotere tecnico della Spagna dei Xavi, Iniesta, Fabregas, gente che gioca insieme da minimo dieci se non quindici anni lo splendido “gioco” del Barcellona, il Club e la “filosofia di calcio” attualmente numero uno al mondo. E noi con “l’inventata” coppia d’attacco Cassano e Balotelli, potenziali talenti sì, ma mai riusciti ancora a trovare una loro stabilità di rendimento personale, figuriamoci messi insieme”.

io: “Insomma, loro han messo in campo un bel Rioja , temperamento, terra, e tradizione di un tempranillo armonico, e noi un menù mari e monti, ... un impetuoso, potente Primitivo pugliese con uno spumeggiante Franciacorta bresciano, uno di quelli in cui l’eleganza naturale del Pinot Nero si fonde perfettamente con la grinta dello Chardonnay.”

Mau: “Quindi noi, molto attenti in fase difensiva, a concedere pochi spazi ai loro passaggi corti, veloci e precisi, limitandone le occasioni da gol, pronti poi a sfruttare (guarda caso…) il “contropiede” o qualche leggerezza dei loro difensori. Ed è proprio in una situazione simile che il “nostro” Totò Di Natale (si lui è napoletano, ma è solo qui in Friuli che ha trovato la sua maturità calcistica), è riuscito a portarci in vantaggio. Palla dentro di Pirlo, in realtà è stata l’ unica occasione in cui è riuscito a saltare il centrocampo avversario, e “pezzo forte” del repertorio di Totò con inserimento millimetrico e tocco di precisione.

io, che pensavo che nessuno parlasse difficile come i sommelier, qui confesso che sono in difficoltà e lo lascio continuare.

Mau: “ C’è poco da fare, quando le partite sono così importanti come in un Campionato Europeo, quelli che fanno la differenza sono i giocatori di classe e di esperienza ...”

io: “Baroli eleganti dai tannini maturi”.

Mau: “Così il fantastico De Rossi, il migliore in campo, centrocampista schierato da difensore, con un’interpretazione del ruolo alla Beckenbauer di grandissima qualità.

io: “Giallorosso, l’acutezza di un bianco, la concentrazione di un rosso”.

Mau: “Non a caso “uscito” un po’ lui dalla linea della difesa, Iniesta, David Villa e Fabregas hanno trovato la bellissima azione del gol del pareggio: esperienza classe e qualità”.

io: “Siamo uno Spumante con la storia e la stoffa di un grande Champagne”.

La partita è finita, tiriamo un sospiro e ci facciamo un altro giro, tanto dal bar si rientra a piedi.

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