A mente fredda
10 Giugno Giu 2012 1937 10 giugno 2012

Stupro e arresti domiciliari: un piccolo pro memoria

Ci risiamo. A un altro presunto stupratore, ora in custodia cautelare, sono stati concessi gli arresti domiciliari, evidentemente perché le ragioni per cui la carcerazione preventiva può essere applicata a norma di legge (se non sbaglio sono pericolo di fuga, possibilità di reiterazione del reato, inquinamento delle prove) sono venute meno, ed è possibile effettuare un controllo efficace anche senza un provvedimento che dovrebbe essere per sua natura assolutamente eccezionale, come tenere in galera un innocente. Non ho idea se il giudice abbia ragione o meno, ma immagino che certe scelte non si facciano a cuor leggero.

Fatto sta che sui social network la gente comincia a scalpitare, in modo non dissimile dallo scorso febbraio, quando si è cominciato ad operare in ottemperanza a una sentenza della Corte costituzionale, in base alla quale non era ammissibile che per gli imputati di stupro non fossero applicate le forme ordinarie di custodia. All'epoca, a leggere le reazioni, sembrava che avessero depenalizzato il reato di stupro, come diceva uno degli interventi più lucidi sulla questione che ho trovato in rete. A tale sintetica esposizione dei fatti rimando per ricordare, molto sommariamente, che sostenere che con questa procedura si cancellano giuste pene per i colpevoli è scorretto, e in un dibattito sano una simile posizione dovrebbe essere non semplicemente smentita, ma anche resa agli occhi delle persone meno preparate abbastanza ridicola da non essere più sostenuta senza vergogna anche da parte di menti deboli che capiscono meglio la differenza tra derisione e presa sul serio di quanto non capiscano quella tra ragionamento corretto e fallace.

Ma ci sono altre opinioni che circolano con grande facilità e che io temo quasi di più. Uno dei commenti all'articolo del Corriere di febbraio linkato poco sopra, infatti, recità così:

D'accordissimo tra cautela nel carcere preventivo prima della colpevolezza definita e fermezza nel carcere punitivo come espiazione della pena. D'accordo pure che si è colpevoli dopo un processo, mentre qui si sta in carcere sempre prima e mai poi. Ma esistono indagati ed indagati. C'è chi è solo sospettato, magari solo vaghi indizi ed il processo può essere la sua chiave di uscirne pulito. Carcere preventivo con molte cautele. Ma se ti prendo quasi in fallo, ci sono prove su prove, i fatti superano ogni immaginazione e - al di là della fuga-reiterazione-manipolazione delle prove - l'indagato è di fatto colpevole, dovrebbe comunque stare in carcere, visto che i processi sono possibili anche fra millanta mesi.

Insomma, qui si sembra dire: è vero che gli imputati sono innocenti, ma siccome non sappiamo se e come saranno condannati, e siccome la sentenza arriverà quando a me di questa roba non me ne fregherà più niente perché mi sarò già indignato perché al Quirinale hanno comprato due Mercedes, mettiamoli in galera adesso e teniamoceli, giusto per goderci la soddisfazione di veder punito qualcuno mentre l'ira è ancora calda in tutti noi. Poi, il processo vada come vada, un po' di soddisfazione ce la siamo presa.

Visto il buon successo che uscite come queste hanno riscosso, io sono preoccupato. Nella pratica, la carcerazione preventiva nella mente di molti è un surrogato a un sistema giudiziario efficiente. Abbiamo un insieme di procedure dopo le quali non si riesce mai, mai ripeto, a capire come sono andati i fatti, e ci si perde nell'esame dell'ammissibilità della perizia sui procedimenti delle controanalisi di laboratorio; la prescrizione pende come una spada di Damocle sul processo anche dopo la sua istruzione; in generale, il nostro sistema di garanzie è ancora tarato per procedimenti ormai superati dal nuovo codice, al quale urge un adeguamento; le pene per certi reati come lo stupro sono effettivamente irrisorie, e lo sono perché ci sono leggi che lo stabiliscono, votate da persone a cui il nostro consenso non è mai mancato per queste ragioni, ma al massimo per altre, assai meno nobili; qualunque intervento sulla giustizia nell'ultimo decennio è stato consapevolmente volto a destrutturare ogni capacità di indagine e di intervento efficace, sappiamo bene perché. Bene: la soluzione a tutto questo non è riformare questa situazione arrivando ad avere una situazione di efficienza quantomeno accettabile, ma accontentarci con una ulteriore distorsione, quale è l'abuso della carcerazione preventiva con intenti punitivi verso gli innocenti? Finché si ragiona così, non so dove si spera di arrivare...

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