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11 Giugno Giu 2012 1624 11 giugno 2012

L’Antitrust torna tra noi e avvia un’istruttoria contro i notai milanesi

La notizia è fresca e gustosa: il garante della concorrenza, nella riunone dello scorso 22 maggio, ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti del Consiglio notarile di Milano, con l’accusa di avere instaurato un vero e proprio cartello.

Come mai? Dopo la liberalizzazione delle tariffe degli ordini professionali introdotta dal decreto “Cresci-Italia”, infatti, pare che i notai meneghini abbiano «violato le norme sulla concorrenza adottando una delibera relativa ai compensi notarili che reintroduce, di fatto, le tariffe», come si legge nel comunicato diramato poco fa dall’authority. 

La delibera in questione, adottata a fine gennaio – dice l’antitrust – mira «a vanificare l’intervento normativo liberalizzatore, ponendosi come tentativo di aggirarne le disposizioni». Sostanzialmente, l’organo dei notai milanesi, avrebbe minacciato di «attivare i propri poteri per individuare comportamenti che, in relazione alla quantità di lavoro svolto e ai relativi ricavi, si discostano significativamente da quelli “medi”». Insomma, guai a chi si azzardava a fare sconti ai propri clienti. Al contrario, benvengano quelle che Gabriele Noto, portavoce del consiglio nazionale del notariato, ha definito «questioni accessorie». 

Per il regolatore, «la fissazione orizzontale dei prezzi di fornitura di prestazioni professionali è un’infrazione alla normativa antitrust particolarmente rilevante, poiché mira ad eliminare la competizione su uno degli elementi più qualificanti dell'attività economica dei professionisti, cioè il prezzo». Alla faccia del libero mercato. 

Che il problema sollevato dall’Antitrust fosse sentito lo avevano già confermato a Linkiesta, a inizio aprile, alcuni consiglieri dell’ordine nazionale, i quali avevano suggerito ai propri iscritti di non caricare troppi oneri accessori sulle spalle della clientela. Evidentemente dovevano insistere di più. 

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