Media e Potere
11 Giugno Giu 2012 0748 11 giugno 2012

Matteo, freelance per scelta d'altri e infine direttore. Ma non pensate sia finita

Con Matteovoglio cominciare dalla fine. Oggi è direttore responsabile di Vodafone News, la testata di Vodafone Italia, ha all’attivo due documentari pluripremiati e numerose collaborazioni in importanti testate, ma a fare il giornalista freelance ha cominciato e non per scelta quattro anni fa. “Mi son trovato a 30 anni a casa a dovermi inventare qualcosa da fare. Uscivo da un’esperienza di caporedattore a Bonsai TV e il bisogno, come si suol dire, ha aguzzato l’ingegno. Doversi rimboccare le maniche ti fa tirare fuori le tue qualità, e ora posso dire di essere contento dei risultati ottenuti e di aver vissuto diverse esperienze che altrimenti mi sarei perso, alcune delle quali davvero entusiasmanti.

“Detto questo, sarei molto curioso di conoscere qualcuno che possa dire di essere freelance per scelta. Spesso in questa veste le condizioni per lavorare sono davvero dure”.

Spiegami meglio. Ti devi guadagnare la pagnotta ogni giorno, senza nessuna certezza o stabilità o tutela né da parte dei datori di lavoro, né da parte delle istituzioni. Alla lunga questa condizione può pesare, e soprattutto inizi a pensare che sia l'unica condizione per poter lavorare. Invece non è così.

Ho capito. Quindi tu ti sei trovato a casa, da solo, davanti al pc e a una scrivania e… cos’è successo? Il passo cruciale è stato capire di dover puntare sugli aspetti positivi dell'essere free lance, ovvero la libertà, il tempo libero per pensare, il poter andare dove ti pare, il non essere imbrigliato nella routine della redazione e nelle gerarchie del posto di lavoro. Da lì è partito tutto, il cervello ha avuto una bella scarica di adrenalina e sono nate 200 idee. Alcune sono pure riuscito a realizzarle. Poi, chiaro, bisogna avere anche i piedi per terra e l'intuito per capire dove sono gli spazi lasciati ancora vuoti dal mercato e per capire su cosa i clienti sono disposti a investire.

C’è qualcuno che ti ha accompagnato per mano, che ti ha insegnato come si fa questo mestiere (di freelance)? Ho sempre cercato di fare tutto da solo ed è uno dei miei più grandi difetti; spero sempre di incontrare qualcuno molto più bravo di me per chiedergli di potere imparare il più possibile. Con il senno di poi ho capito di dover cercare sempre persone con cui confrontarmi e con cui lavorare: Francesco Menichini, un bravissimo regista, cameraman e montatore, negli ultimi anni è stato la mia spalla per tantissimi progetti, che ovviamente senza di lui, e altre persone, non avrebbero mai visto la luce.

I finanziamenti sono una questione di gusti – mi dice. Matteo, fai il bravo… Sai che su questo tema sono sensibile perciò spiegami… che significa? A me piace correre. È una cosa che mi porto dietro da quando giocavo a pallone. L'idea di stare ad aspettare anche solo un giorno l'esito di un bando, o di un concorso, mi stressa solo al pensiero. I soldi secondo me vanno cercati nel mercato. Se la tua idea o il tuo lavoro è buono, e se sei bravo, il tuo progetto starà in piedi da solo anche dal punto di vista economico. Però capisco che per chi vuole avviare una società o un'impresa un capitale sia necessario anche solo per muovere il primo passo; qui sto parlando di lavori giornalistici e produzioni video, per cui l'investimento maggiore sta nella realizzazione di un prodotto da parte di un singolo.

Cosa – di te - ti ha sostenuto, guidato e spinto oltre l’ostacolo in questi anni di ‘frenesia da freelance’? La fantasia.

Matteo Vitali, 34 anni, freelance da quattro, giornalista ha lavorato tra gli altri per ApCom e America 24 a New York, C6.Tv, Current TV, Magnolia, TheBlogTv, Endemol, Yam112003. È stato coordinatore delle redazioni di ADVexpress e Bonsai Tv mentre dirigeva due documentari: Storie nel Cemento, premiato nel 2010 al Milano Film Festival, e 43-12, commissionato dall'Anpi e realizzato nell'estrema periferia sud-ovest di Milano. Oggi è a tempo pieno direttore responsabile di Vodafone News, testata giornalistica di Vodafone Italia.

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