Viva l’Italia
12 Giugno Giu 2012 1341 12 giugno 2012

Caro commerciante, metti tuo figlio minorenne alla cassa e potrai non fare gli scontrini (parola di giudici)

Se un minore è alla cassa di un’attività commerciale e non emette lo scontrino, non può essere punito. Neanche se la Guardia di finanza è nei paraggi e scatta il verbale. Paradosso italiano che trova man forte nella legge.

Per la precisione nell’art 2 della 689/1981 si legge che: “Non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i diciotto anni o non aveva, in base ai criteri indicati nel Codice Penale, la capacità di intendere e di volere, salvo che lo stato di incapacità non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinato”.

La notizia la riporta il Sole 24 di ieri in riferimento alla recente pronuncia della Commissione tributaria provinciale di Brescia, la n. 51/7/2012, secondo cui non è punibile il soggetto minore che sostituisce il genitore alla cassa e non emette lo scontrino fiscale.

La vicenda prende il via dalla contestazione fatta dalla Guardia di finanza per l’omessa emissione dello scontrino fiscale nei confronti del figlio di un commerciante ambulante. Il minore non batte lo scontrino al cliente, il genitore del ragazzino si accorge della cosa e provvede, ma i finanzieri rimangono sulla loro posizione e consegnano comunque il verbale elevato nei confronti del minore, mentre la sanzione la riservano al padre. Quest’ultimo ha poi impugnato il provvedimento in Commissione tributaria vincendo il ricorso.

C’è da sottolineare che nel caso specifico il commerciante aveva provveduto a emettere lo scontrino seppure in ritardo, quindi l’evasione non si è concretizzata. Il succo della faccenda lascia perplessi. In linea teorica ogni commerciante, intenzionato a non registrare l’incasso, potrebbe organizzarsi e mettere i figli minorenni alla cassa della propria attività, senza temere l’intervento della Guardia di finanza? Certo si tratterebbe di lavoro minorile ma questo è un altro discorso.

W l’Italia

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