Fermi con le mani
13 Giugno Giu 2012 0939 13 giugno 2012

Difendere un attaccante: Cassano non colpevole

"Froci?Problemi loro". Così parlò Antonio Cassano. Per la prima volta in una conferenza stampa pre partita la tattica ha lasciato il posto alle problematiche sociali (con una spolverata di gossip, dopo le dichiarazioni shock di Cecchi Paone), con esiti non propriamente felici.

Forse era meglio per il talento di Bari vecchia continuare ad occuparsi esclusivamente di pallone, ma si sa, il suo è un animo genuino e testardo che lo porta a dire sempre quello che pensa, senza peli sulla lingua e spesso anche senza grammatica.

In serata è arrivato un comunicato di scuse (questa volta in perfetto italiano), con cui Fantantonio o chi per lui ha respinto qualsiasi accusa di omofobia. Eh sì, perchè dopo quella frase, si è scatenato l'inferno con associazioni, politici (tra cui il suo conterrano Vendola) ed opinione pubblica sul piede di guerra, pronte a chiedere la testa del povero Antonio.

Non è mai facile per un attaccante difendere e difendersi, non lo è sul rettangolo verde e neanche in certe situazioni ingarbugliate. Proverò io allora, a dire perchè Antonio Cassano detto Peter Pan, professione calciatore, nato a Bari il 12 luglio 1982, sposato con un figlio non è colpevole e non può essere criminalizzato dai media e dall'opinione pubblica.

Partirei da un presupposto fondamentale: chi è Antonio Cassano. Cassano è un ragazzo cresciuto in un ambiente non tenero, nel quartiere San Nicola, fatto di gente umile e per bene ma anche di qualche testa calda (per avere un'idea vi consiglio di guardare il film "La capa gira"), che facilmente ti influenza e ti porta sulla cattiva strada. In un contesto del genere si imparono poche cose, giocare a calcio è una di queste. Se i tuoi genitori ti sono vicini, impari il valore della famiglia. Se non lo sono, probabilmente presto sarai affiliato a qualche clan; carriera che Cassano ha più volte sfiorato. Non c'è troppo spazio per la filosofia a Bari vecchia, la vita è concreta, si bada al sodo. E non mi meraviglio allora che in questi vicoli non si affrontino discorsi sul razzismo e discriminazioni. Anzi, " ricchion'" resta uno degli insulti più gettonati. Non è cattiveria, non è razzismo, è semplicemente ignoranza di un luogo un pò troppo all'antica, di una realtà piena di problemi che se non aiutata difficilmente riuscirà a risollevarsi da sola. Chiedere a chi è cresciuto qui di avere ex se una forza d'animo tale da trattare temi spinosi con il lessico "politicamente corretto" che a noi italiani piace tanto, mi pare un pò pretenzioso. Cassano è inoltre un calciatore, cioè ha vissuto 20 dei suoi quasi 30 anni prevalementemente con uomini (compagni di squadra, allenatori, preparatori ecc.). Un mondo maschilista che più maschilista non si può. Perchè stupirsi allora che buona parte dei calciatori sia insensibile a questi temi?

Il problema in realtà è un altro. Oramai diamo troppa importanza alle dichiarazioni di tutti: di calciatori, di veline o di quelle tante meteore che la società dello spettacolo ci propina per un breve lasso di tempo e che presto dimenticheremo. Sono loro che fanno cultura, sono loro che fanno informazione e politica. Aldo Grasso lo ripete da parecchio: hanno un peso politico ed informativo maggiore le parole di Barbara d'Urso che quelle di Mentana, ha più influenza Mara Venier di Travaglio, Buffon prenderebbe sicuramente più voti di Bersani o Casini. Così non va, decisamente. In questo star system l'opinione pubblica ha perso un pò l'orientamento.

Quella su Cassano è solo l'ultima delle innumerevoli, sterili polemiche. Eppure proprio ieri Fioroni, un ex ministro della Repubblica Italiana, no un terzino sinistro del Portogruaro, si è schierato contro le coppie gay, da anni lo fa (con toni ancor più "cassanosi") quel gran testone di Giovanardi. Ci sono state polemiche in questo caso? La notizia ha avuto grande risalto? No, un semplice trafiletto, e qualche dichiarazione stopposa di antagonisti politici. Eppure non mi pare che i due politici sopra nominati si siano fermati alla quinta elementare o abbiano vissuto in contesti particolarmente difficili. Sono loro allora a non essere giustificabili, no Cassano; sono loro che meriterebbero le nostre attenzioni e le nostre osservazioni.

Lasciamolo stare allora Antonio che è tutto tranne che razzista; smettiamola di mischiare calcio e spettacolo con politica e diritto e godiamoci questi Europei che, dopo la prima partita, potrebbero regalarci qualche bella soddisfazione (qui se volete..toccate ferro che non si sa mai..non me la prendo, sono scaramantico pure io!).

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