ElleBo
14 Giugno Giu 2012 1510 14 giugno 2012

Su Schengen passo falso dell'Europa

Scricchiola ancora l'Unione Europea sul terreno della condivisione delle politiche interne tra gli stati. Questa volta motivo di attrito è il trattato di Schengen, pietra miliare dell'idea dell'Europa dei popoli. Il Parlamento Europeo, rivendicando a pieno titolo il ruolo di organo rappresentativo dei cittadini europei, è arrivato a scontrarsi con il Consiglio Ue sospendendo cinque dossier finché non sarà riammesso nelle valutazioni per la sospensione temporanea dell'accordo. «Una decisione estrema che corrisponde a una decisione estrema del Consiglio», ha commentato Martin Schulz, presidente del parlamento.

Una settimana fa Consiglio dei ministri degli interni ha varato una modifica legislativa per cui il Parlamento sarebbe escluso dal sistema legislativo di codecisione dell'accordo. Un meccanismo che permeterrebe ai singoli paesi di scegliere in completa autonomia quali eventi eccezionali possano prevedere la sospensione dell'accordo “per un periodo di sei mesi, prorogabile per un altro semestre, qualora la sicurezza di una frontiera esterna dello spazio non fosse più garantita a causa di circostanze eccezionali”.

L'Europa rischia di cadere, dopo gli imbarazzi della politica estera ed economica, anche sul tema delle frontiere tra stati. «Nessun Parlamento del mondo - ha commentato Schulz - permetterebbe di essere escluso dal processo legislativo mentre esso e' in corso».

Immaginiamo che il periodo dell'emergenza sbarchi di immigrati in Italia potrebbe rappresentare un valido motivo agli occhi di molti paesi per sospendere temporaneamente l'accordo. Ciò equivarrebbe al fallimento delle politiche comunitarie. Ecco perchè il parlamento europeo cerca di porvi rimedio chiedendo, in maniera dura, che gli stati permettano una nuova discussione sulle modalità del ripristino temporale dei confini.

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