Rodolfo Toè
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15 Giugno Giu 2012 1321 15 giugno 2012

Crisi finanziaria: dopo la Spagna, tocca alla Slovenia?

La Slovenia rischia di seguire presto l'esempio di Madrid nel fare ricorso al Meccanismo Europeo di Stabilità, a causa delle cattive performance della propria economia e del grado di indebitamento del settore bancario. E' quello che riporta un documento dell'Istituto di Studi Macroeconomici sloveno, ripreso dall'agenzia Reuters.

La situazione dell'economia. L'economia del paese sta risentendo molto negativamente della crisi globale. Dopo aver registrato una contrazione dello 0,2% nello scorso anno, il PiL Sloveno dovrebbe diminuire dello 0,9% nel 2012, secondo le stime del Governo. La motivazione di queste cifre è il crollo delle esportazioni, principalmente verso i paesi confinanti. In Febbraio, il rating del paese era stato declassato da Moody's da A1 ad A2.

Il settore bancario. Per il terzo anno consecutivo le previsioni danno il settore bancario sloveno in perdita. Le tre principali banche del paese necessitano iniezioni di capitale per ripianare le perdite dovute ai prestiti “non performanti” (tradotto: i finanziamenti diventati carta straccia). Solo nel mese di marzo 2012 la loro entità è aumentata di 300 milioni di euro. La somma totale delle perdite del settore è stimata tra 6 miliardi di euro, l'11% sul totale dei mutui (reuters) e 4 miliardi di euro. La situazione più preoccupante è probabilmente quella della “Nova Ljubljanska Banka”, il primo istituto di credito del paese, controllato dallo stato: entro la fine del mese avrà bisogno di 320 milioni di euro per essere in linea con i requisiti dell'Autorità Bancaria Europea.

La crisi delle banche, proprio come nel caso della Spagna, è dovuta al rallentamento del settore immobiliare e dell'edilizia. Martedì scorso “Dnevnik”, il principale quotidiano del paese, si chiedeva: “Quanto preoccupante è la situazione delle finanze Slovene? Dobbiamo prepararci a seguire la strada della Spagna?”. Per il momento, la soluzione potrebbe essere l'emissione di nuovi titoli di debito. Ma risulterebbe troppo costosa rispetto all'opzione già utilizzata dal governo di Madrid. Inoltre, non sembrano esserci privati disposti a rifinanziare il sistema bancario sloveno. L'economista Igor Master cerca di minimizzare: “nonostante le somiglianze, la Slovenia non si trova ancora in una situazione grave come quella spagnola”. “Non è nemmeno detto che ricorrere all'Europa ci possa essere d'aiuto” gli fa eco Primoz Cencelj (KD Funds), che stima in 3,5 miliardi di euro la somma minima necessaria per sostenere i debiti delle banche Slovene.

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