Andrea Guarise
ABC. A-Always, B-Be, C-Closing
15 Giugno Giu 2012 0752 15 giugno 2012

L’immobiliare italiano visto dal Brasile: Italia Paese da visitare, ma non su cui investire

Il boom economico brasiliano sembra non conoscere crisi e, dopo avere superato l’Italia a fine 2010, è di pochi mesi fa il sorpasso sulla Gran Bretagna: il Brasile ha il sesto PIL maggiore al mondo, con la Francia nel mirino, e a detta di molti è il paese più dinamico dei BRIC, prossimo protagonista mondiale, e che non risente di qualche blocco agli ingranaggi come Cina e India.

Secondo un’altra filiera d’opinione c’è chi ritiene il Brasile in realtà un’illusione economica, graziato dal boom dei prezzi delle materie prime ed alimentari che costituiscono 2/3 dell’export, ed in preda ad una bolla immobiliare analoga a quella che s’è vista poi scoppiare in vari Paesi.

Proprio per parlare di questo ho rivolto alcune domande a Bruno Rosso, consulente immobiliare qualificato che opera stabilmente in Brasile, nello specifico a Salvador/Bahia.

Qual è la situazione del mercato immobiliare in Brasile? Sia per i privati che per gli investitori istituzionali?

Il mercato immobiliare brasiliano dopo anni di prosperità e continua crescita sta cominciando a conoscere una fase di rallentamento. Più nel dettaglio, per quanto concerne gli investitori stranieri che investono in Brasile, sono alle prese con una serie di fattori, di non poco conto:

  • il mercato brasiliano non rappresenta più un mercato particolarmente appetibile poiché il Real negli ultimi anni si è valorizzato molto rendendo meno conveniente investire in Brasile rispetto ad altre opzioni;
  • i prezzi degli immobili sono cresciuti significativamente, accompagnando la forte domanda degli anni scorsi.

Il mercato immobiliare interno, a sua volta, vede scontare tutta una serie di elementi:

  • il fatto che qualche anno fa sia stato reso accessibile il finanziamento immobiliare ai soggetti privati aveva dato un notevole impulso alla crescita del mercato immobiliare: si era verificata una vera e propria corsa ad accaparrarsi immobili su pianta (da rivendere alla consegna con un lucro significativo);
  • la politica governativa tendente a facilitare il finanziamento di una casa propria anche alle famiglie meno abbienti (programma “Minha Casa Minha Vida”) ha dato ulteriore impulso al mercato poiché prevede il finanziamento tanto della parte costruttrice che del compratore

Oggi come oggi questi incentivi hanno ancora dei riscontri ma in misura meno significativa che in passato e, dipendono dalle zone e dalla tipologia di prodotto, ci si trova di fronte ad un eccesso di offerta (la zona di Salvador/Bahia ne è un esempio).
Il brasiliano, inoltre, vista la redditività dei conti correnti bancari in generale inizia a valutare redditizio e meno rischioso lasciare il denaro in banca piuttosto che mettere a reddito un immobile evitando quindi problemi di insolvenze, danni, etc... (questo discorso vale in generale per le zone non significative dal punto di vista turistico).

L’Italia, dal Brasile, in ambito immobiliare, come viene vista?

Diciamo che per il brasiliano in generale l’Italia è vista come un Paese da visitare - turisticamente parlando - e non come un Paese dove investire. Salvo limitate eccezioni i “pochi” brasiliani che hanno il potenziale per investire all’estero prediligono effettuare investimenti negli Stati Uniti, più nello specifico, nella zona di Miami.

Quali i problemi, a tuo avviso, per un investitore estero ad approcciarsi al mercato italiano?

Il problema credo sia di conoscenza comune: a) la burocrazia e la mancanza di regole chiare e certe; b) la difficoltà e diffidenza nelle relazioni tra gli investitori esteri ed i partner locali.

Oltre ai problemi “di sistema”, indubbiamente vi è anche un problema di professionalità degli operatori. Che ne pensi?

Purtroppo il problema è che spesso (per fortuna, non sempre) l’agente immobiliare ha come unico obiettivo quello di guadagnare la commissione e poco si preoccupa di immedesimarsi nelle effettive esigenze del compratore, e quindi di creare empatia.
Altro grosso problema è che l’operatore italiano gode di poca esperienza internazionale, dovuta alla chiusura del mercato in cui opera, e di conseguenza, l’esperienza che ne deriva è locale.

Infine, un parere spassionato: Milano, Expo 2015, opportunità o rischio?

Senz’altro un’opportunità da far conoscere e per farsi conoscere. Tuttavia occorre un adeguato supporto da parte del potere esecutivo poiché è in gioco anche l’immagine dell’Italia all’estero.

Immagine: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Elevador_Lacerda_Salvador_Bahia.jpg

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