Daniele Buzzurro
Mad Web
16 Giugno Giu 2012 1041 16 giugno 2012

Privacy e dati personali, perchè li date?

L'articolo che ho appena letto ad opera di Giorgio Soffiato su Seat Pagine Gialle sta da circa 40 minuti letteralmente spopolando sul web (ringrazio Rachele Zinzocchi per avermelo fatto conoscere la prima volta).

In particolare ci sono alcuni punti che mi hanno colpito:

  • All'inizio Giorgio dice:

Mi tele­fona oggi una gen­tile signora per l’aggiornamento dei dati on line sui por­tali Seat Pagine Gialle, “pro­prio come ogni anno chia­miamo per l’aggiornamento dei dati”, benis­simo, se è tutto come ogni anno (non ho mai pagato, ma già ho i sospetti) for­ni­sco i dati dell’azienda.

  • Successivamente però racconta:

Poi chiedo: “signora, non è che devo pagare?”. La signora si incu­pi­sce “stavo giu­sto arri­vando al punto, sic­come ci sono stati dei pro­blemi da que­sto anno c’è un costo di manu­ten­zione del suo pro­filo” — “dei pro­blemi? Un costo di manutenzione?!”.

Impaz­zi­sco. Impaz­zi­sco e mi fac­cio pas­sare il tito­lare, cui dico: “voi non potete pren­dermi in giro, farmi aggior­nare i dati, per­dere tempo e farmi per­dere tempo, e solo dopo dirmi che c’è un fan­to­ma­tico costo da pagare, non è cor­retto, e avete bec­cato l’azienda sba­gliata”. Il tito­lare (del call cen­ter) nic­chia: “lei ha ragione — silen­zio — ma sa che in Ita­lia suc­cede dap­per­tutto, e le aziende devono gua­da­gnare, lei ha capito il punto, e non sono io che decido”.

Ora partiamo da un presupposto: non ho nessun motivo per pensare che Giorgio non stia raccontando la verità, e dico questo con cognizione di causa.

Questa storia che lui racconta poteva infatti succedere anche a me e a tanti altri amici che me l'hanno raccontata - anche se in maniera abbastanza diversa.

Anche io sono stato ripetutamente contattato dal call center di Seat Pagine Gialle, come del resto da quello di Vodafone, Tim, Telecom Italia, Sky, Wind Infostrada, Tre e tanti, tanti altri.

Dove sta allora la differenza? Nel caso della maggioranza delle persone che io conosco, la discriminante si trova nel dare o no i propri dati personali. Stiamo parlando di privacy, e a prescindere dal nome della persona e dell'azienda che chiama, mi sembra quantomeno inusuale andare a raccontarli così.

Commenta infatti nella maniera più opportuna Antonio Centorrino:

La domanda è a monte: serve davvero a qualcosa far parte di Pagine Gialle (seppur online) oggi?

Che serva o non serva, non sta a me giudicarlo. La mia personale opinione è che se serve, serve davvero a poco, ma non è detto che sia una verità assoluta.

Comunque non è contestabile il fatto che Seat Pagine Gialle sia un'azienda, che in qualche modo lavori, e che per far stare qualcuno in certi elenchi abbia delle spese delle quali in qualche modo dovrà anche rientrare. E' il loro lavoro, da sempre.

Quindi il vero punto in questione non è il fatto che Seat Pagine Gialle faccia la propria chiamata, o che mandi i propri agenti a vendere qualcosa in giro, o che lo stesso facciano tante altre ditte, e non è neppure alla fine il fatto che possano usare metodi ai limiti del lecito per questo (anche questo sarebbe tutto da verificare ovviamente).

Il vero punto è: ragazzi, perchè vi lamentate solo dopo che avete dato spontaneamente i vostri dati personali e aziendali e magari anche un assenso più o meno velato ad acquisire un servizio per via telefonica? Perchè iniziate la rivolta solo dopo che ormai la vostra privacy se ne è andata nel dimenticatoio?

La privacy è una cosa importantissima nel mondo di oggi, non la svendiamo con il primo call center sconosciuto, a meno che non si sia davvero intenzionati ad acquistarne i servizi, reputandoli quello di cui si ha realmente bisogno.

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