Il Bureau
16 Giugno Giu 2012 2216 16 giugno 2012

Rep. Ceca - Polonia, 'Il Simposio'

di Germano D'Ambrosio e Luca Riposati

SPECIALE - IL SIMPOSIO
“Mi pare proprio di non essere non esercitato riguardo a quello che volete sapere da me” disse Aristofane. E Pausania replicò: “Non posso credere che tu stia aprendo questo simposio con una doppia negazione”. “Forse - disse Aristofane - ciò deriva dal fatto che chi ha eseguito la traduzione ha voluto rimanere fedele alla costruzione di uno che scriveva quaranta secoli fa e quindi era, legittimamente, un mezzo analfabeta. Gradisci un amaro?”. “Lo prendo volentieri - rispose Pausania -. Ora concedetemi di chiedervi: che fine ha fatto Milan Baros? Se la memoria non mi inganna, gioca in Turchia”.
A: “Confermo, gioca nel Galatasaray. Nella sua esperienza di vita ha avuto avventure molto strane, ricordo quando giocava nel Tolosa e nel Bolton”.
P: “Credi, Aristofane, che siano stati gli dei ad averlo spostato di qua e di là in giro per l’Europa, oppure è frutto del suo libero arbitrio?”
A: “No, quello portato in giro per il mondo era un’altra storia, e per il libero arbitrio temo sia ancora molto presto”.
P: “Ho sentito un boato provenire dalla casa dell’amico Fedro: la Grecia deve essersi portata in vantaggio. A questo punto Repubblica Ceca e Polonia devono fare la partita della morte”.
A: “Perché, Pausania, parli di partita della morte e non di partita della vita?”
P: “Mi trovo in difficoltà a rispondere a questa domanda, tu cosa ne pensi?”
A: “Non ne ho idea, io sono solo un commediografo brillante. Una sorta di Andrew Llloyd Webber”
P: “Chi?”
A: “Non importa”
P: “Comunque parlavo di partita della morte perché chi vince si auto-condanna all’eliminazione mettendosi nelle mani della teutonica Atropo, che reciderà i fili del suo destino. Chi perde, del resto, va subito nell’Ade. Epicuro direbbe che l’unico modo per evitare esiti tanto nefasti sarebbe stato non giocare la partita stessa”
A: “E chi è Epicuro?”
P: “Lo scoprirai tra qualche secolo. Intanto ha segnato Jiracek, Repubblica Ceca in vantaggio. Riflettevo, Aristofane: bisognerebbe inserire una regola, nel calcio, secondo cui chi segna un gol può scegliere se accreditarselo nel punteggio o sottrarlo all’avversario. Ad esempio, ora avrebbero potuto scegliere di far andare la Polonia sul -1 anziché andare loro sull’1-0”.
A: “Sarebbe assurdo, ma non quanto ciò che vedono i miei occhi. Repubblica Ceca e Grecia ai quarti di finale”
P: “La Grecia? Anche la Grecia?”
A: “Sì, pazzesco. Gozzovigliamo?”
P: “Sì”.

La scena madre
Lo sbigottimento, durante il simposio, nel vedere un giocatore di colore (Gebre Selassie, per la precisione) eseguire una rimessa laterale nel corso di una partita come Repubblica Ceca-Polonia.

Man of the match
La teutonica Atropo (“colei che non si può evitare, l'inflessibile”, secondo Wikipedia), che attende paziente la Grecia con le sue forbici in mano.

RVSP
http://it.wikipedia.org/wiki/Simposio_(dialogo)
http://www.webethics.net/testi/Platone_Simposio.pdf

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