Amicilegali
18 Giugno Giu 2012 0734 18 giugno 2012

Il cambiamento parte dalle imprese

La formulazione e la successiva emanazione del D.L. n. 1/2012, recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, ha risposto all’annosa esigenza di migliorare la qualità dei servizi giudiziari relativamente al contenzioso societario.

Con tale proposito, il decreto in questione si è inserito nella disciplina del D. Lgs. n. 168/2003, istitutivo delle Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale, con l’obiettivo di aumentarne la competenza introducendo il c.d. Tribunale delle Imprese.

Ad esso la legge ha inteso devolvere diverse controversie (competenza per materia), tra cui quelle relative a:
1. materia di proprietà industriale e concorrenza sleale (D.Lgs. 30/2005);
2. indennità di espropriazione dei diritti di proprietà industriale ora devoluti al giudice ordinario (D.Lgs. 30/2005);
3. provvedimenti del Consiglio dell’Ordine di cui al capo VI del D.Lgs. 30/2005.
4. diritto d’autore;
5. intese, abuso di posizione dominante ed operazioni di concertazione (L. 287/1990);
6. violazione della normativa antitrust dell’Unione Europea;
7. rapporti societari (costituzione, modificazione ed estinzione dei medesimi, azioni di responsabilità verso gli organi gestori e di controllo);
8. trasferimento delle partecipazioni sociali;
9. patti parasociali;
10. alcuni contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria.
Il Tribunale delle Imprese conoscerà, altresì, le cause contro i componenti degli organi amministrativi e di controllo delle società, nonché le azioni di responsabilità da parte dei creditori delle società controllate contro le società controllanti.

I Giudici che comporranno il Tribunale delle Imprese dovranno essere scelti tra magistrati dotati di specifiche competenze, con un alto livello di specializzazione.
Ad essi il Presidente del Tribunale potrà assegnare anche la trattazione di processi che non rientrano nella loro competenza, ma solo a condizione che tale assegnazione non comporti alcun ritardo nella trattazione e nella decisione dei giudizi in materia d’impresa.

L’art. 2, comma 6, del D.L. n. 1/2012 precisa che la disciplina di cui allo stesso decreto troverà applicazione ai giudizi instaurati dopo 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Come si evince facilmente dal tenore della disciplina, non è un caso che essa sia stata inserita in un provvedimento legislativo che, tra i suoi obiettivi, si propone di migliorare la competitività.
Infatti, con l’istituzione dei c.d. “Tribunali delle Imprese” (giacché non si tratterà di veri e propri tribunali, bensì di sezioni specializzate) il nostro legislatore ha inteso concentrare la trattazione di alcune particolari controversie presso pochi uffici giudiziari, affidandola a giudici particolarmente esperti nelle relative materie, in modo tale da ridurre i tempi di definizione delle cause in cui sono parti le società medio-grandi ed assicurare, così, alle stesse maggiore competitività sul mercato.

A ciò contribuirà altresì il fatto che le controversie saranno trattate da magistrati esperti in materia, il che è un elemento di non poco momento. Infatti, le controversie oggetto del provvedimento in esame, sia per la particolare complessità delle materie, sia per l’ingente valore che sovente dette controversie hanno, sono più sensibili di altre a trattazioni “poco consapevoli”. E sebbene, a mio parere, sarebbe auspicabile che tale criterio specialistico, in ossequio alle odierne esigenze, venisse esteso anche agli altri rami del diritto (sovente si assiste, ad esempio, alla migrazione verso le sezioni civili di magistrati che per anni hanno trattato solo diritto penale, o anche allo spostamento indiscriminato di magistrati nelle varie sezioni civili), mi pare giusto che il legislatore abbia iniziato proprio da quello che tocca più da vicino le imprese, e quindi una importante fetta del mercato italiano.

M.M.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook