Il nuovo mondo
18 Giugno Giu 2012 0733 18 giugno 2012

Linkiestaday in the Sky with Diamonds

Linkiesta day, Gonzo Style.

premio: un giorno in redazione. ok avrei preferito vincere la commissione di un e-book. magari intervistare una serie di starlette del porno amatoriale, per la storia del secolo: anche io avrei avuto la mia gola profonda!

quindi dicevamo. premio: un giorno in redazione. e non nella redazione classica, ma nel Nonluogo della sede IBM di Milano, fianco Sinistro del Quartier Generale Mondadori. con filo spinato, guardie all'ingresso (delle amazzoni dal colpo di sicuro mortale!), sbarra e posto di blocco, badge elettronico e personalizzato. con la sede temporanea de Linkiesta situata a svariati piani di profondità, una sorta di Area 51 informativa, alieni inclusi. il disco volante non s'è visto, ma son piuttosto sicuro che fosse l'intera struttura ad essere parte del corpo dell'astronave. non giurerei nemmeno che verso la fine della serata non ci siamo alzati in volo su tutto l'Idroscalo a mescolare l'informazione indie de Linkiesta alla musica indie del MI AMI che si srotolava in quelle ore tra le zanzare tigre sveglie da poco.

questo però è accaduto dopo svariati bicchieri di prosecco e di bianco ingeriti a mo' di medicina, uno dopo l'altro, a un certo punto x della serata. prima però è successo altro. e non parlo di tette che hanno comunque il loro fascino e in alcuni momenti hanno anche reclamato un loro posto preciso nelle discussioni tra sistemi massimi e minimi. no, parlo di altro.

noi blogger e quando dico blogger intendo blogger puri che mai vorrebbero fare i giornalisti, spuri che se potessero mai vorrebbero fare i blogger, ibridi che fanno i giornalisti ma si divertono a cazzeggiare, prestati che fanno i giornalisti ma mi tocca di bloggare, rapiti che ok faccio il giornalista ma se non bloggo non mi liberano più, addicted che posterebbero i risultati delle proprie analisi del sangue e delle urine, fan oriented che per i click venderebbero anche il proprio mac, speranzosi che da blog nasce blog e magari anche un giornale, saltatori che dall'elettronica se dio fa sto miracolo magari passo alla carta stampata e poi si che allora.

insomma riuniti parecchi dei blogger e alcuni dei giornalisti della tribù degli stagisti dentro una delle tre sale operative occupate da Linkiesta a mo' di centro di controllo della NASA (nelle altre i giornalisti ufficiali e quelli con i Monitor Dei Mac Grandi). e il Direttore, Tondelli. che un po' Pier Vittorio me lo immagino simile a Jacopo, in qualche modo. un po' cazzone, sullo scherzo, con in background i processi-sempre-attivi che tengono sotto controllo costantemente quello che accade, distribuiscono i tempi di discussione, terminano gli argomenti, assegnano compiti, oktivabeneunpezzocosìtelasentinoquellaèpiùunopinionemegliosulblogokstigrilliniperòchepallenovabenepoicheabbiamoatevabenestopezzotuttiapostookalloraiosonfuoriseavetebisognodime ciao. e poi lo vedi attraverso le vetrate, nel suo ufficio, cioè il mini spazio verde con tavolo da pic-nic e computer appena fuori dalle pareti a vetro. ogni tanto piccola incursione nella stanza tuttookragazzibeneiovadoseavetebisognosonlà ciao.

e tu a quel punto, che il pranzo della mensa dell'IBM lo stai giusto giusto digerendo, tre secondi piatti che la cassiera mi ha guardato pure male, devi invece concentrarti un bel po' su 'sto pezzo che, du' palle, è una ricerca d'archivio. che io mi credevo pronto per un'analisi comparata sulla fine del mondo! la nostra e quella dei Maya che c'avevo pure un contatto serio!

e poi, mano a mano, trovi i pezzi con le dichiarazioni negli archivi dei quotidiani (tutti che funzionano di merda, tranne quello di Repubblica, che tutti gli altri devono ancora scoprire il fantastico mondo delle parole di ricerca accentate. materiale per galassia zuckerberg o un progammatore, per dire).

no insomma te sei lì con questi pezzi che si accumulano da leggere e analizzare e da cui devi estrapolare brani precisi e prendere nomi e cognomi e date, rintracciare chi era chi allora, che oggi magari è altro, ecco insomma ti accorgi che un po' comincia a piacerti 'sta cosa. ok non nel senso dell'infatuazione per questo articolo, ma il ruolo del giornalista che ha un compito, un cazzo di assignment e ci deve tirar fuori un pezzo perché c'è una scadenza e allora ti senti un po' professionista. che è questo che fa un professionista. non fa solo quello che gli va, ma porta a termine un compito perché è il suo lavoro. e non è detto che gli piaccia sempre al 1000 per cento, ma spesso, nel farlo, nel fare al meglio quello che deve, trova il motivo e il piacere e il senso dello star lì a battere sui tasti di una tastiera. e dunque, quando alle 19:30 abbondanti, rallentando e ritardando un importante cambio d'abito serale femminile e pertanto rischiando la vita per amore del mestiere! consegni il pezzo e ti butti da una parte che non ce la fai più, beh non so, sei anche soddisfatto. hai fatto parte di un gruppo che lo fa di lavoro, che ha fatto un pezzo di strada anche con il tuo aiuto e con il quale hai rispettato il patto stretto ore prima.

poi certo i gozzovigliamenti i formaggi i dolci i salumi la pasta e prima i camerieri, a cerchio come gli All Blacks, ad ascoltare le disposizioni del coach che vi giuro mancava giusto la Haka. e tu a guardarti attorno che già sciàmano nuovi arrivati, investitori altri blogger giornalisti amici di giornalisti e amici di blogger e tutto che durante la serata si mescola mano a mano che il vino scende e noi scendiamo i gradini dell'auditorium per sederci e ascoltare le celebrazioni di questo primo vagito, espresso oramai più di un anno fa. e con l'orgoglio e la comicità da Derby incarnata al meglio da uno dei Romani de Linkiesta. qua, in un tempio della milanesità. ditemi voi. che se questa non è globalizzazione allora non so davvero cos'è.

Potete trovare altri miei articoli nel mio blog www.anakedview.com

PS
A un certo punto c'era anche uno che somigliava a Brad Pitt. Ma con il colletto della camicia molto più alto.

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