Marchionne veste Prada
18 Giugno Giu 2012 1733 18 giugno 2012

Noi passeggeri prigionieri di Italo

Scrivo dalla carrozza 9 del treno Italo Milano-Napoli partito alle ore 17,19 da Porta Garibaldi. Scrivo dalla stazione di Fidenza dove io e tutti i passeggeri siamo fermi da circa 20 minuti perché, pare, un passeggero ha tirato il freno di emergenza del treno. Del nostro destino nessuno sa nulla, nemmeno le simpatiche train manager di Ntv che si prestano ogni tanto a qualche domanda, senza panicare. Io sono diretta a Firenze, dove c'è Pitti, la fiera dedicata alla moda uomo e donna pe 2013, accanto a me c'è la collega blogger Caterina, e intorno a noi coppie, anziani, bambini, alcuni diretti a Roma altri a Napoli. Nessuno di noi sa bene cosa succederà: tutto è cominciato qualche decina di chilometri fuori da Milano dove il treno Italo, partito a velocità normale, ha cominciato a singhiozzare, si è fermato più volte e poi è ripartito a una velocità da calesse, 30km/h, per portarci a Bologna dove, secondo il train manager, ci faranno salire su un altro Italo: a Bologna mancano circa 130 km perché siamo a Fidenza (lo dice la mia mappa su iPad) e quindi presumibilmente ci metteremo piu di 4 ore, se la conoscenza della matematica non m'inganna. Che senso ha farci arrivare fino li? Dubbi che attanagliano i passeggeri. Il riassunto di cosa è successo sarebbe stato tragico di per se', non fosse che "qualcuno ha tirato il freno" e che, quindi, siamo fermi e prigionieri di Italo. Non mi intendo di treni, ma come sapete sono una pendolare accanita - e ho già scritto un pezzo su Italo tempo fa, lodandone degli aspetti - ma in qualità di passeggero in primis e di persona che lavora nel mondo della comunicazione in secondo luogo, dico che forse Ntv dovrebbe ripassare i fondamentali sul dialogo con la clientela: l'ultimo annuncio con l'altoparlante risale a oltre 15 minuti fa. Intanto io avrei dovuto essere a Firenze da 15 minuti: menomale che a Pitti andiamo sempre la sera prima.

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