Club House
18 Giugno Giu 2012 2110 18 giugno 2012

Sentirli cantare e non capirci una mazza

Dunque l'Italia è passata ai quarti di finale di Euro 2012 ed è una bella cosa, perché right or wrong, that's my country. Invece no: prima la retorica del tricolore, dell'unità nazionale, le prese in giro nei confronti di leghisti esaltati che chiedono la secessione e i rimproveri al cretino di turno che confonde il terremoto per la Padania che si stacca dal resto d'Italia (l'avesse fatta Crozza, una battuta del genere, sarebbero partiti gli applausi). No, no, macché: poi giocano gli Azzurri e salta fuori chi tifa Irlanda: vuoi per il calcioscommesse, vuoi perché Cassano e Di Natale fanno sapere che non sarebbero a loro agio con un omosessuale in squadra che condivide con loro le docce, vuoi perché Buffon fa le uscite da Buffon. Stasera hanno perso due volte e la soddisfazione è dunque doppia.

E non hanno imparato la lezione. Da una settimana i tifosi di calcio italiani conoscono The Fields of Athenry, popolare canzone irlandese che ripercorre la storia triste di quell'isola, soggetta al controllo inglese e nella quale il marito imprigionato per aver rubato del grano chiede alla moglie di crescere con dignità il figlio, prima di essere spedito in Australia, terra di villans che andavano tenuti agli angoli dell'impero. "Nothing matters, Mary, when you're free", "now you must raise our child with dignity". Sono note che identificano una comunità, note di identità. Noi italiani li applaudiamo, ma non sappiamo fare lo stesso: non abbiamo identità, noi abbiamo il resto, the old same crap fatta di ideologia, buone intenzioni e morale pubblica.

Nel video, sostenitori della squadra di rugby del Munster, una delle quattro province dell'isola (compresa Ulster, perché a livello rugbistico la federazione irlandese include pure l'Irlanda del Nord), accompagnano i giocatori durante un match da dentro o fuori di Heineken Cup contro gli inglesi Sale Sharks, qualche anno fa. Alla fine Munster vinse e approdò ai quarti di finale.

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