Èvviva
19 Giugno Giu 2012 1213 19 giugno 2012

Quando un giorno di lavoro ti COSTA 38,00 euro. Per due bambini.

Otto giorni alla chiusura dell’asilo dei bambini. Al netto dei sabato e delle domeniche. Solo otto.
Cazzo.
È cominciata così la mia giornata. Come un grido di battaglia. Così, alle 12, mi trovo fuori alla struttura che ospita il campo estivo dove ho deciso di iscrivere i miei figli. È adiacente alla scuola dell’infanzia che frequentano, stesso complesso, un’area esterna non troppo grande ma ombreggiata e strutture interne abbastanza confortevoli. Normalmente, una scuola elementare, poi, a giugno e luglio, campo scuola. Insomma, per la moria delle vacche che ci accoglie ogni giorno in una città come Napoli, è, tutto sommato, un posto decente dove pensare di far stare i tuoi figli per almeno due settimane. Il campo è aperto dalle 9,00 alle 16,00. La mattina ci sono le attività sportive: i bambini più grandi vengono portati al vicino Stadio Collana (sotto questo sole???) per fare calcetto, basket e pallavolo, poi si torna a scuola per il pranzo e il pomeriggio ci si dedica ai laboratori manuali e all’allestimento di spettacoli e tornei di calcetto.
Detto così sembra uno spasso. E magari per loro lo è. Ma costa. Costa assai. 190,00 euro a settimana per tutti e due, considerato lo sconto di 10,00 euro per il secondo figlio. La prima settimana, poi, devi caricarci anche l’assicurazione per entrambi e aumentare l’importo di 20,00 euro.
Ma alternative non ce ne sono, perciò lo faccio. Pago l’iscrizione e buonanotte. Esco da lì più leggera economicamente e con gli stessi pensieri e rimorsi di sempre. Quando eravamo piccoli noi c’erano i tre mesi di vacanza, amici e nonni che ci ospitavano al mare, meno pericoli e più attenzione, magari anche noi bambini eravamo meno svegli e pericolosi dei nostri figli, meno impegnativi, era tutto più facile. Adesso: o campo estivo o la morte, lavorativa, soprattutto.
Insomma, il portafogli è più leggero, le preoccupazioni stanno là. Penso a quando il più piccolo vedrà il fratello maggiore andare al Collana a fare attività sportiva e lui resterà nella struttura con i più piccoli. Penso: “e come faranno a tenerlo buono?”. Penso: “dovrò prepararlo all’eventualità”. Poi penso: “sticazzi, non c’è scelta”. E allora riempio lo zainetto di cui parlavo tempo fa (http://www.linkiesta.it/blogs/evviva/nessuno-e-perfetto-fatevene-una-ragione-e-vivrete-meglio-0) di tutti i rimorsi e i sensi di colpa e torno a casa a lavorare, che otto giorni sono d’oro. Soprattutto se quelli successivi ti costano 38,00 euro per sette ore di campo estivo. Santiddio.

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