A mente fredda
20 Giugno Giu 2012 1551 20 giugno 2012

Il ruolo di Balotelli nello sviluppo culturale della società italiana

In Italia abbiamo problemi nelle relazioni con qualunque tipo di minoranza etnica, linguistica, di orientamento sessuale. Questo non si percepisce solo dai (sempre troppo frequenti) casi di violenza fisica o psicologica e di aperta discriminazione che puntualmente avvengono ricevendo condanne di maniera senza che nemmeno si tenti di risolvere qualcosa. Non si percepisce da legislazioni che creano di fatto diverse classi di cittadini nel godimento dei diritti civili, costringendo gli italiani figli di genitori stranieri alla richiesta del permesso di soggiorno (e al cronico ritardo che permette a queste persone di restare in Italia, ma non di uscirne a piacimento) oppure obbligando una coppia convivente a complicati e costosi atti notarili per una sistemazione dell'asse ereditario che in altri casi avviene pressoché gratis, in comune, con il matrimonio.

No. A rendere più chiaro quanto diffusa sia la difficoltà di relazione dell'italiano "medio" (inteso proprio in senso statistico) con le minoranze di ogni tipo è proprio l'atteggiamento di chi a tutto ciò si oppone. Troppo spesso si pensa di opporre a queste inammissibili frizioni una inutile dose di "buoni sentimenti" che sono segno più che altro di impotenza culturale. Avete mai visto una serie televisiva italiana in cui un nero o un immigrato di qualunque tipo sia un criminale? Dico ovviamente un criminale vero, non un poveraccio dal cuore d'oro sfruttato da chi è più potente di lui. Avete mai visto gay antipatici? Transessuali con un ruolo apertamente negativo? Io no. Ed è un problema, perché esistono neri criminali, gay malvagi, ecc., come in qualunque tipologia umana, e solo quando siamo in grado di pensare tutto il male possibile di chi se lo merita senza farci inibire dalla sua condizione di appartenente a una minoranza, allora si è giunti alla piena integrazione.

Ecco perché Mario Balotelli gioca un ruolo di primo piano, oserei dire storico, nello sviluppo della nostra coscienza collettiva. Perché per insultarlo non servono gli assurdi e insulsi cori razzisti di cui nel corso del tempo si sono rese protagoniste varie tifoserie, tra cui purtroppo quella bianconera a cui mi sento vicino. Perché di lui finalmente si può dire che è un cretino, una testa di cazzo fuori dal campo e anche dentro, visto che se non lo tengono al guinzaglio spacca la faccia a tutti i difensori avversari a gomitate senza motivo, e che oltretutto gioca bene solo quando ne ha voglia ed è molto sopravvalutato, senza alcun bisogno di essere razzisti, semplicemente perché è così. E il fatto che abbia segnato un bel goal (ma anche piuttosto fortunoso) contro l'Irlanda servirà anche a rivalersi sui razzisti di cui sopra (e umiliarli è sempre cosa buona e giusta), ma non sposta di un millimetro quello che si può pensare di lui.

Da storico, quindi, non posso che dirti grazie, Mario, perché questo è il contributo più grande che tu possa dare al mio e tuo paese per renderlo migliore, e un giorno, quando il tuo non eccezionale valore sportivo sarà stato in gran parte dimenticato, di te spero resti soprattutto questo duraturo risultato.

(p.s.: spero che nessuno prenda questo post più sul serio del necessario)

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook