Che tempio fa
20 Giugno Giu 2012 0826 20 giugno 2012

Suicidio assistito: il Canada si avvia all'approvazione

Vietare il suicidio assistito equivale a negare la piena uguaglianza delle persone con disabilità ed è quindi incostituzionale. Ha stabilito così, con una sentenza emessa il 15 giugno scorso, la Corte suprema della Columbia Britannica, una delle province del Canada, accogliendo il ricorso presentato da Gloria Taylor (una donna di 64 anni malata di Sla); Lee Carter e suo marito Hollis Johnson (che hanno aiutato la madre di lei a ricorrere al suicidio assistito in Svizzera); William Shoichet (medico che sostiene la necessità di una legge in tal senso); e dalla British Columbia Civil Liberties Association.
Il suicidio non è illegale in sé, scrive la giudice Lynn Smith nelle quasi 400 pagine di sentenza, e una legge che vieta il suicidio assistito - come quella in vigore in Canada contro la quale è stato presentato ricorso - viola l’articolo 15 della Carta canadese dei diritti e delle libertà che tutela il diritto all’uguaglianza: per garantire tale uguaglianza, secondo i giudici della Corte suprema, è infatti necessario permettere a tutte le persone, qualsiasi siano le loro condizioni di salute, la stessa possibilità di mettere fine alla propria vita.
Immediata la reazione della Conferenza episcopale canadese (Cecc) che ha «appreso con desolazione» della decisione della Corte.

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