Nuovo Mondo
21 Giugno Giu 2012 2233 21 giugno 2012

Cronache da «Rio meno 20»: a chi interessa più puntare sull'ecologia?

Come sono lontani i tempi in cui Barack Obama parlava di «lavori verdi» mentre la moglie coltivava l’orto alla Casa Bianca. E come stonano le ultime decisioni brasiliane sul Codice Forestale che esenterebbe da sanzioni e pene gli agricoltori che hanno favorito il disboscamento della Foresta Amazzonica ed il documento «Rio Toxic» su Rio de Janeiro, promosso dalla società civile presente al Vertice dei Popoli tenutosi prima della Conferenza Ambientale ONU Rio+20. E dov'è finito il colosso ecologico tedesco che vantava grandi numeri a livello europeo sul campo? A venti anni dall’ultimo grande evento ambientale nella Cidade Maravilhosa resta da chiedersi se a qualcuno interessa ancora parlare di ecologia, ambiente, energie rinnovabili, sostenibilità. La Conferenza sul punto di naufragare conta sulle presenze carismatiche di Francois Hollande e Lula e sui BRICS rappresentati dall’indiano Singh e da Wen Jiabao, mentre le presenze di Ahmadinejad, impegnato nello sviluppo nucleare e di Castro che si prepara a dare il via alle trivellazioni a largo di Cuba, rischiano di essere solo folkloristiche. Il documento preliminare di 49 pagine, fortunatamente sintetico e predisposto da 190 paesi dopo due anni che i leader dovrebbe approvare è l’ennesima fonte di delusioni e promesse smentite: lascia fuori il fondo di 30 miliardi di dollari per finanziare la transizione verso un'economia verde proposto dal blocco delle nazioni in via di sviluppo più la Cina e non definisce obiettivi di sviluppo prima del 2015. Usa ed Europa, del tutto indifferenti alle ennesime critiche lanciate dal Brasile hanno rinunciato a qualsiasi impegno economico sul tema. Sullo sfondo dell’ennesima lite ci sono state le parole bugiarde di Ban ki Moon che ha parlato di successo e risultati sopra le attese, il WWF e Greenpeace hanno definito sarcasticamente il summit «Rio meno 20» e si sono attaccate all’ennesimo gruppo di vip in cerca di patenti per buonismo ecologico (Paul McCartney, Penélope Cruz, Robert Redford, Javier Bardem, Pedro Almodóvar hanno annunciato la partecipazione alla Campagna per salvare l’Artico). Qualche giorno fa un’adolescente canadese, Brittany Tilford, aveva inaugurato i lavori con simbolico incipit:«Tic Tac, avete 72 ore di tempo per decidere il destino dei nostri figli e dei nostri nipoti». Purtroppo senza soldi l’orologio si è fermato e forse il guasto è irreparabile.

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