Mompracem – Il mondo è tutto ciò che accade
22 Giugno Giu 2012 1816 22 giugno 2012

Il mondo è preoccupato per il dopo-Monti. Silvio rassicura: “ci sono io”

Non avevamo finito di dirlo, non avevamo finito di scrivere delle preoccupazioni per il dopo Monti dei nostri creditori, del fatto che il nostro spread e i nostri tassi riflettono anche quello che Martin Wolf sul Financial Times ha definito l'«enigma» di chi verrà a Palazzo Chigi (enigma non da poco per chi deve prestarci denari) che Silvio Berlusconi ha pensato bene di rilasciare un'intervista al Wall Street Journal (“Berlusconi casts doubt on Austerity” ma il titolo nell'edizione online è diverso). Dove uno dei principali virgolettati è: «Il giorno in cui smetteremo di appoggiare questo governo tecnico recupereremo molti voti». Non solo, ma insiste anche nell'augurarsi una nostra uscita dall'euro e poi, sibillino, minaccia: «siamo disposti a mantenere il nostro appoggio fintanto che il governo presenta al Parlamento provvedimenti che non vanno contro la nostra agenda e quelli che consideriamo gli interessi del Paese». 

Dopo aver portato l'Italia allo soglia del default magno cum gaudio assieme al compare Giulio Tremonti ci si aspetterebbe da entrambe un minimo di contegno, anche se, conoscendoli, è un'aspettativa vana. Se però mentre gestico un'azienda la porto al default, poi non scrivo manuali di management come ha fatto il nostro ex ministro delle Finanze. Che ha appena pubblicato un altro dei suoi imperdibili libri e che, come abbiamo documentato, nei suoi testi ha sempre scritto tutto e il contrario di tutto per essere sicuro di averne detto almeno una giusta e poter fare il professore: «io l'avevo detto».

Invece no. Invece continuano a fare danni. Andare a dire quelle cose sul Wall Street Journal equivale a dire: "tanto peggio, tanto meglio” equivale a speculare sul disastro che sarebbe per l'Italia, per l'Europa e per l'economia mondiale, una nostra uscita dall'euro, pur di ridare vita a a un centro destra moribondo. Ecco, per chi volesse capire perché siamo dove siamo, perché la nostra classe dirigente è indegna e irresponsabile, le parole di Berlusconi al quotidiano di Wall Street ne sono il perfetto esempio. Tremonti sembrava ad alcuni un personaggio di spessore, ma solo perché in un governo dove in pochi "sapevano fare una O col bicchiere", come si dice a Parma, uno come lui che ha letto un paio di libri sembrava John Stuart Mill. Berlusconi invece è sempre stato così, un fuori classe guascone, capace di tutto pur di vincere. Nelle loro biografie c'è tutta la miseria del loro pensiero e tutto il pensiero della nostra miseria. Ma ora che in miseria siamo davvero, vi prego godetevi le vostre fortune e lasciate in pace un governo impopolare che, pur con tutti i suoi limiti e i suoi errori, cerca di rimettere assieme i cocci del vaso che avete rotto. L'Italia l'avete già distrutta, inutile continuare. 

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