Il Clima di Cipro
22 Giugno Giu 2012 1817 22 giugno 2012

Mia madre no

Lampàdion esce dalla laterale destra del palco, Diàmitros che ha ascoltato tutto da dietro le quinte, entra in scena dalla laterale sinistra. Mentre avanza verso il proscenio, indossa degli auricolari e aziona l’ipod che stringe tra le mani. E con Il sentimento nuevo di Franco Battiato, balla e intanto racconta…

Ogni tanto mia madre mi dice che vorrebbe andare con una donna. Ovviamente non mi dice proprio così. Piuttosto, «quasi quasi mi trovo una compagna» - dice. Frase più facile da pronunciare in direzione di una figlia. Lo fa per provocarmi. È normale. Non sei normale, le rispondo. Sei malata se pensi a scopare con una donna, insisto.
In realtà non lo penso, ma è (Diàmitros canta seguendo il testo della canzone) quel senso del possesso che fu pre-alessandrino che mi spinge a dirgli di no. Mia madre no. Negare sempre, la strada più comoda per evitare il vicolo cieco delle domande difficili. Madre perché un’altra donna per te oltre te? - che cosa ti hanno fatto, madre, gli uomini di così terribile da spingerti lontano da loro? - è colpa di papà? - del nonno? - forse mia?
E a ben vedere con quei capelli corti ed il rifiuto di tutto ciò che è tipicamente femminile potresti essere un gran pezzo di lesbica. Porca troia no. Mia madre no.

L’altro ieri mi hai beccata a leggere l’ultimo libro di Jeanette Winterson. Hai guardato la foto in quarta di copertina. Bella donna, hai detto. Madre smettila. Questa un motivo per essere lesbica ce l’ha. Abbandonata dalla madre naturale quando aveva un mese e mezzo, cresciuta da una pazza invasata di fede pentecostale col rifiuto del sesso e l’incubo del corpo, al maschile e al femminile. Una madre di riciclo guasta, un’escatologa con la pistola nel cassetto degli stracci e una dentiera perlata per i giorni di festa. Ma tu, invece, che motivo hai per essere lesbica? No madre. Non rispondere. Non lo voglio sapere. Davvero. Taci. Continua a guardare tutti i serial televisivi americani sui gay e lasciami andare. Se poi un giorno ti dovesse capitare di incontrare una di quelle uome lì, a me tienimi fuori. Non siamo amiche. Tu madre – Io figlia. Memento semper l’assioma primitivo e rispetta la dottrina sociale dell’omertà familiare. Ok mater? (con un gesto deciso si toglie gli auricolari dalle orecchie, la musica si ferma) E non rompermi il cazzo che c’ho già i cazzi miei. Loretta se n’è andata di casa. È tornata da Paolo. Ha detto che vuole essere normale, non come me. Ora lascerò le formiche procedere indisturbate lungo il perimetro delle mattonelle in cucina. Stenderò il braccio fuori il portone di casa per vedere se qualcuno l’afferra. Ed escluso il cane, mamma, non avrò nessuno. Nemmeno te. Mamma.

Diàmitros (illustrazione di Mariagiulia Colace)

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