David Bidussa
Storia Minima
25 Giugno Giu 2012 2206 25 giugno 2012

Contro l'ossessione del complotto, leggere Baruch Spinoza. Qualcuno avvisi Beppe Grillo

Ho letto lintervista che Francesco Battistini ha fatto a Beppe Grillo e pubblicata oggi sul “Corriere della Sera”. Vorrei consigliare a Beppe Grillo di lasciar perdere gli spettri dei complotti e leggere con mente aperta Baruch Spinoza. Probabilmente risponderebbe che essendo Spinoza un ebreo, è necessario diffidare delle sue parole. IO invece insisto.
In ogni caso se non fa bene a Grillo, leggere Spinoza non è mai una perdita di tempo per tutti noi.
Nel 1674 Baruch Spinoza ha uno scambio epistolare Hugo Boxel, avvocato, di Utrecht. Nella prima lettera, in data 14c settembre 1674, Boxel gli scrive: “Vorrei conoscere la vostra opinione in merito alle apparizioni, agli spettri e agli spiriti. Pensate che esistano realmente? E se esistono, qual è la durata della loro vita?” Spinoza risponde il 18 settembre 1674 (riprendo il testo da Baruch Spinoza, Lettere sugli spiriti, a cura di Francecso Chiossone, il melangolo, Genova 2007, pp. 23-27). Gli spettri sono una fantasia, o una proiezione comunque indicano “quel desiderio che spinge la maggior parte degli uomini a raccontare le cose, non come esse sono in realtà, ma come si vorrebbe che fossero si manifesta, più che in altre storie, proprio in quelle che narrano di spettri e di spiriti. La ragione a mio avviso è la seguente: non avendo le storie di questo genere altri testimoni oltre il loro narratore, costui potrà liberamente farsi aiutare dalla fantasia, inventando le circostanze che gli sembrano più favorevoli, senza il timore che qualcuno lo possa contraddire. Così ci sarà chi inventerà simili storie per giustificare ai propri occhi il terrore provato nei sogni e nelle visioni, e chi invece le userà per farsi coraggio, o per consolidare la propria autorità e l’opinione che vuole si abbia di lui.”
Non c’è un’epoca oscura, chiusa o, viceversa, una illuminata e libera. La credenza nel meraviglioso, nel soprannaturale ha la sua origine nel desiderio di vedere le cose diverse da come sono in realtà. Un desiderio che, per Spinoza, non è prerogativa di un paese, o di un’epoca. Era vero allora e continua ad essere vero anche ora. Beppe Grillo non fa eccezione come tutti i visionari.

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