Alessandro Oliva
Viva la Fifa
25 Giugno Giu 2012 0924 25 giugno 2012

Da Panenka a Pirlo, breve storia del cucchiaio

Se l’avessi sbagliato, mi avrebbero spedito a lavorare in fabbrica per trent’anni di fila (Antonin Panenka)

Mo’ je faccio er cucchiaio (Francesco Totti)

Dicesi cucchiaio (o ‘scavetto’) modo particolare di colpire il pallone da sotto, in modo da fare assumere al tiro una traiettoria arcuata in grado di ingannare il portiere. Un gesto furbo, irriverente, rischioso e per questo affascinante. Il pubblico lo vede per la prima volta il 21 giugno 1976. Allo stadio Stella Rossa di Belgrado si affrontano in finale la Germania campione del Mondo in carica e la Cecoslovacchia. Davanti a circa 30mila spettatori – e agli ordini dell’arbitro italiano Sergio Gonella – la partita si chiude 2-2 anche dopo i tempi supplementari. Per decidere chi vincerà gli Europei si va ai calci di rigore. La Cecoslovacchia va in vantaggio 4-3, perchè Hoeness calcia fuori. Sul dischetto si presenta allora Panenka, all’epoca giocatore dei Bohemians di Praga. Antonin prende la rincorsa e segna col cucchiaio, infilando il mitico Sepp Maier. Il ceco esulta: per la prima volta nella storia la sua nazionale è campione d’Europa. Esulta, mentre gli spettatori restano sbigottiti. Ma come diavolo ha fatto gol quello? Ma è pazzo?
 

Anche quelli della mia generazione (anni Ottanta) hanno il loro cucchiaio. Amsterdam Arena, Europei del 2000. Semifinale contro l’Olanda padrona di casa. Dopo nemmeno mezzora abbiamo perso Zambrotta per espulsione. Soffriamo, loro sbagliano due rigori, i tempi regolamentari finiscono 0-0. Ci tocca la lotteria, che negli anni precedenti non ci ha portato benissimo. Stavolta stiamo andando bene. Il terzo rigore tocca a Totti. La leggenda vuole che il capitano della Roma avesse preannunciato poco prima la sua intenzione al compagno Gigi Di Biagio “Mo je faccio er cucchiaio…”; aggiungendo poi: “a Gì, quanto è grosso Van der Sar. pensa se rimane in piedi mentre je faccio er cucchiaio che figura de merda!”. La seconda frase tranquillizza Di Biagio, che sulle prime aveva dato del pazzo a Totti. Che invece fa proprio il cucchiaio. Totti lo rifarà altre volte, sbagliandolo pure nel 2004 contro il Lecce. Dopo di lui, altri si sono dilettati con il cucchiaio, compreso Zidane nella finale mondiale del 2006.

Ieri sera è toccato a Pirlo. Come al solito, da spettatore ho realizzato che si trattasse di un cucchiaio qualche secondo dopo. Il mio coure si è fermato, per riprendere a battere e farmi esclamare: "Sì, è pazzo". Un pazzo che va ringraziato: dopo Totti, noi italiani abbiamo un altro grande cucchiaio.
 

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