Massimo Famularo
Apologia di Socrate
25 Giugno Giu 2012 1531 25 giugno 2012

E se stampassimo lire?

Il mio amico Emanuele, che tutto può dirsi meno che berlusconiano, davanti a un caffè, mi ha chiesto un parere sull'ultima trovata del comico con l'hobby della politica, ossia stampare lire nuove di zecca. Non ho dettagliato la mia opinione in merito, che potrebbe riassumersi con "una cagata pazzesca", perché mi è parso che la domanda nascondesse un'esigenza più profonda.

Il mio amico e tante altre persone come lui, hanno la percezione che la necessità di stringere la cinghia fosse concreta e che sia sta soddisfatta anche con eccesso di zelo dal governo in carica. Quel che manca è una spinta per far ripartire l'economia. Ecco allora che scatta l'interesse per i project bond finalizzati a nuove infrastrutture, le spintarelle a debito di stampo pseudokeynesiano e finanche le farneticazioni cartaliste in salsa berlusclerotica.

Al mio amico e ai molti italiani che hanno le stesse perplessità vorrei parlare di scalate. Il nostro paese si può paragonare ad uno sportivo che deve scalare un'alta montagna mentre si porta in spalla uno zaino che pesa più di lui. Quanto veloce potrà mai andare? Atteso che arranca e che riesce ad avanzare molto lentamente, come si può fargli guadagnare velocità?

Le infrastrutture, gli investimenti la spesa fintokeynesiana sono attrezzature che in teoria dovrebbero facilitare la scalata e farmaci per reggere meglio la fatica. In passato l'effetto certo di queste soluzioni è stato di appesantire lo zaino con riusltati molto modesti, quando non nulli e talora negativi sulla velocità di salita.Può venire da qui la soluzione? Se l'aumento di peso è certo e l'agevolazione nella salita poco probabile val la pena tentare? Questo per non dire del dettaglio non banale che nessuno sponsor ha intenzione di finanziarci l'appesantimento dello zaino come strategia per migliorare la scalata.

E stampare moneta? E' un po' come scendere invece che salire: in discesa lo zaino sembra pesare meno, però l'obbiettivo della scalata si allontana e la formidabile strada che porta in su, senza la fatica della salita, non l'ha trovata ancora nessuno semplicemente perché non esiste.

Come la diamo allora questa smossa al paese? Occorre alleggerire lo zaino.
Come? Abbassando le pensioni minime? Legalizzando il licenziamento delle donne in gravidanza? No, c'è ampio margine per alleggerire lo zaino senza macellare lo stato sociale, anzi con un fardello minore è più sopportabile far fronte a quei "pesi" che il nostro senso civile ritiene non comprimibili.

Ci nascondiamo dietro il dito del taglio agli sprechi o i costi di casta sperando di non toccare il wellfare?
No, semplicemente le consulenze di dubbia utilità commissionate dalla PA (700MM nel 2011) , alcuni stipendi pubblici, per non dire delle sacche di inefficienza delle imprese finto-private si possono ben affrontare PRIMA di fare il conto di quante pensioni sociali possiamo permetterci.

Perché nello zaino non ci sono solo gli statali parassiti (quelli che lavorano, invece, stanno nei muscoli dello scalatore), ma anche parassiti finti-privati (delle imprese controllate a vario titolo dallo stato) e quelli privati con rendita di posizione (salotti buoni con i canali preferenziali, caste professionali, piccoli e grandi privilegiati etc).

Lo zaino è appesantito da normative non chiare, adempimenti assolutamente inutili, incertezza nell'applicazione della legge e nel rispetto dei contratti e tutte quelle altre belle cose che caratterizzano l'esperienza quotidiana dell'italiano medio.
Insomma la via da salire è nota ed è chiaro a che velocità si può andare con questo carico a noi scegliere se e quanto vogliamo alleggerirlo, per il resto, le scorciatoie e gli imbonitori, nonchè le care vecchie lire, meglio lasciarle perdere.

@massimofamularo

PS Un'altro amico, Beppe, con cui non prendo il caffè perchè geograficamente lontano, è già pronto a dirmi che a momenti gli italiani sono, in numero, più zaino che scalatori come potranno mai alleggerirsi da soli? Beh, io questo pezzo l'ho scritto per Emanuele e per gli altri che si chiedono cosa può far ripartire l'economia. Con Beppe proseguiremo il discorso in altra sede. Nel frattempo lo scalatore arranca miseramente.

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