THE BLAIR MUM PROJECT: blog di una mamma (e figlia) a Londra
26 Giugno Giu 2012 1001 26 giugno 2012

Lo spazio fisico aiuta quello mentale

Mi mancate da morire, sapete? perché scrivere è uno stile di vita. ed io l'ho interrotto bruscamente per....vivere e lamentarmi. Odio lamentarmi. Ma in questi giorni è successo. Insoddisfatta della bolgia dentro cui sono finita, ho cominciato a dare i numeri. Intanto vi rassicuro che sì, sono riuscita a riparare la macchina (da sola), ho recuperato il cellulare a Livorno (in treno), ed ho rifatto tutti i documenti (insomma, me ne mancano sempre 3 su 6). Poi ho dormito nella stessa casa per almeno 7 giorni su 10 (2 da mia mamma, 1 da una mia amica causa condizioni inenarrabili, il resto brava ragazza a casa dei genitori di mio marito, facendo saltare l'allarme alle due di notte ma vabeh questa è un'altra storia). Vi chiederete, ma come fai a dormire a casa dei tuoi suoceri da sola? Innanzitutto sono sposata da 6 anni e non da ieri quindi se tu mi stai invidiando perché vado d'accordo con la suocera, sappi che ci ho messo un pochino anche io. Ma non per colpa sua. A causa mia, totalmente mia, assolutamente impreparata ad affrontare una famiglia normale, amorevole e devota. Persino a me. Che sono autoritaria e dittatrice. A casa mia mi chiamano Rasputin. Per quanto riguarda i miei suoceri, oggi sono venuta al mare, da loro, e tutti gli spostamenti di mobili, piatti, bicchieri, sedie e tavoli, lampade e piante che avevo fatto l'anno scorso per rendere la casa, secondo me, più bella, sono rimasti così, come li avevo lasciati io. Sì, arrivo e sposto. Anche a casa non mia. Ho questa tendenza tipo la mia amica P. E' come quando sei dentro una storia e proprio non vedi più le cose come stanno: chiami l'amica lucida che ti ribalta il cervello e allora sì che stai meglio. Non riesco ad essere retroattiva ed a raccontarvi i miei giorni passati, gloriosi a dire il vero, perché sono sempre quella del momento, io. Scrivo quel che mi passa per il cervello. E stasera penso che sto davvero bene. Questo posto è magnifico. La pace. Sono, nonostante tutto, una persona che ama andare a letto presto e svegliarsi presto. Che ama fare prima colazione sana, con frutta e yogurt. Che ama andare a correre alle 7.30 e poi fare stretching. Tuffarsi in mare e nuotare, tanto. Poi sdraiarsi sui sassi bollenti della spiaggetta solitaria e meditare. Magari yoga. E poi mi si apre il cuore. E capisco le cazzate che faccio. Quanto rompo i coglioni alla gente. Quanto posso perdermi e detestarmi per non essere un minimo più coerente. O meno fragile a volte, dopo 10 giorni di entropia totale tra feste festini e lavori improvvisati. E solitudine non voluta. Qui, invece, cerco pace e solitudine, per ritrovarmi. E funziona. Ho il tempo per leggere 2 giornali. Per scrivere quei 5 pezzi che mi trascino dietro da mesi. Per sentirmi bene. Ed amare sentendomi bene. Perché se ami quando stai male, è storia brutta. Non è amore. E' droga. E' voglia di evadere, scappare, fuggire, divertirsi, chiamatela come volete. Ma se invece ami consapevole, beh, allora è splendido. Puoi anche non avere accanto la persona amata, non sentirla, non vederla. Ma tanto tu ami e stai bene. E guardi il tramonto dalla terrazza senza barriere a picco sul mare. E ami ancora. E allora a che ti servono le persone? Per il sesso e quattro chiacchiere! E per stare stretta tra le loro braccia e sentirmi amata. Lo spazio fisico aiuta e determina quello mentale. Ne sono convinta.

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