Alessandro Oliva
Viva la Fifa
28 Giugno Giu 2012 1625 28 giugno 2012

La Bmw si fermerà per Italia-Germania, la Fiat no. Tranne la Fiom in Val di Sangro...

Italia-Germania è cosa serissima. Tanto che negli stabilimenti Bmw di Ratisbona la produzione si fermerà due ore, per permettere agli operai di vedere il match sugli appositi maxischermi. Insomma, gli algidi e precisi tedeschi non lavoreranno per vedere una partita di fussball, forse perché sono talmente convinti di batterci (finalmente) che non vogliono perdersi l'evento. Alla stessa ora, gli operai della azienda italiana Fiat di Pomigliano saranno al lavoro. Il turno finirà alle 22, quindi difficilmente faranno in tempo a vedere la partita, al massimo i rigori. I dipendenti Bmw prendono pure il doppio di stipendio rispetto ai coleghi Fiat, ma pazienza.

Il tutto nei giorni in cui Marchionne definisce 'folkloristica' la decisione che gli ha imposto di smetterla di discriminare gli iscritti Fiom Cgil. Ma il manager non potrà vantarsi molto di aver imposto ai suoi operai di stare al lavoro durante la nuova puntata del Partido del siglo. E proprio per 'colpa' della Fiom. 

"La Fiom ha proclamato per oggi alla Sevel di Val di Sangro uno sciopero di quattro ore in coincidenza con lo svolgimento della semifinale del campionato europeo di calcio tra Italia e Germania". Lo spiega Fiat Group in un comunicato, specificando che "l'iniziativa viene ufficialmente presentata come un'azione di protesta contro la politica del governo e la riforma del mercato del lavoro".

"Ma la scelta dell'orario e la programmazione solo sul secondo turno - prosegue il comunicato - non lasciano dubbi. Si ripropone un film già visto in passato, quando guardare la partita di calcio era più importante che andare a lavorare". "Vale la pena di ricordare che appena due giorni fa, il 26 giugno, la Fiom aveva già indetto uno sciopero con le stesse motivazioni e che l'adesione era stata inferiore al tre per cento sulla media dei tre turni. Riteniamo doveroso prendere posizione contro questo uso assolutamente improprio e strumentale del diritto di sciopero".

"Ci preoccupa - conclude la nota - questa condotta estremamente disinvolta della Fiom che, in un momento di grave difficoltà economica, mette la partita di calcio davanti alle esigenze produttive".

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