Rodolfo Toè
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29 Giugno Giu 2012 1258 29 giugno 2012

Chi è Ivica Dačić, il probabile futuro Primo Ministro di Serbia.

Nella giornata di ieri il nuovo Presidente della Repubblica Serbo, Tomislav Nikolić, ha offerto a Ivica Dačić, leader del Partito Socialista Serbo (che fu di Milošević), l'incarico di formare un nuovo Consiglio dei Ministri.

Chi è Dačić? Il quotidiano francese “Le Monde” ha dedicato al politico serbo un ampio ritratto al momento delle elezioni presidenziali e legislative di maggio (alle quali il suo partito ha ottenuto, rispettivamente, il 14,3% ed il 17,6%). Nato nel 1966, studente di scienze politiche, Dačić è stato durante la guerra il portavoce di Milošević e il più giovane membro del suo entourage. Negli anni Novanta gli venne persino negato il diritto di soggiorno in Europa e negli Stati Uniti. Le Monde scrive: “la sua carriera sarebbe dovuta affondare nel turbinio delle vicende che nell'ottobre 2000 portarono alla caduta di Slobodan, processato per Crimini di Guerra dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia”.

Dačić riappare sulla scena politica dopo la morte del suo ex-mentore, nel 2006. Riprende in mano il Partito Socialista Serbo, ormai alle corde, e riesce nella difficile impresa di rinnovarlo, mantenendo però lo stesso nome e un'ambigua contiguità con il passato, come dimostra una dichiarazione dell'inizio di quest'anno, citata nell'articolo: “potremmo chiedere scusa ai cittadini per i problemi che sono apparsi negli anni novanta, e che potevano essere parzialmente addebitabili a nostre responsabilità”.

Il Partito Socialista Serbo ottiene il 7,58% delle preferenze alle elezioni del 2008, una performance che permette ad Ivica di far parte del governo dell'uscente Boris Tadić ricoprendo la carica di Ministro dell'Interno. I buoni risultati contro il crimine organizzato e il traffico di droga ne hanno aumentato la popolarità. Il suo successo politico è solo in parte dovuto alle simpatie dell'elettorato nazionalista: “un terzo dei suoi sostenitori proviene dalle fila dei nostalgici di Milošević” scrive Le Monde. Ma Dačić ha conquistato la fiducia di una larga fetta di cittadini, soprattutto giovani, che sono attratti dalle sue idee in fatto di politica economica e welfare. Se i suoi avversari parlano di privatizzazioni e riduzione del settore pubblico, Dačić rilancia sostenendo lo stato sociale e l'istruzione. E', anche, un politico capace di attrarre per la semplicità della comunicazione. Dačić è un leader che non ha paura di dire quello che pensa. Come nel caso del Kosovo, per il quale ha parlato apertamente di “partizione della provincia” per mettere fine una volta per tutte alla “favola della multietnicità”.

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