Nuovo Mondo
29 Giugno Giu 2012 1158 29 giugno 2012

Dentro Italia-Spagna sfida fra fratelli fra locura e razon

Alla fine sarà sfida fra Buoni e Bonos, insomma fra i migliori d’Europa, almeno nel pallone se non nella finanza, tanto tartassati nello spread, quanto osannati nel magico rettangolo verde e sarà veramente duello a tutto campo.

Naturalmente quello che torna alla mente immediatamente è il famoso biscotto, questa volta rilanciato nella tazza degli spagnoli che lo digeriscono bene tanto che il Marchese Del Bosque non fa una grinza e non si dice assolutamente pentito di non aver pareggiato con la Croazia per eliminare l’Italia, perché sarebbe stato un male per lo sport e come lui la pensa il 70% dei tifosi spagnoli captati da un sondaggio malizioso del quotidiano spagnolo As. Sicurezza o bon ton?

Sarà sfida aperta fra le due nazionali che si sono passate il testimone del campionato mondiale, nazioni calcisticamente in sovreccitazione (visto che solo in Italia e Spagna si è raggiunta una media di circa 20 milioni di spettatori per la fase finale), aggrappate alle imprese dei loro portieri così uguali e così diversi, beniamini delle donne, come il burbero tenebroso Buffon o il romantico dalla scorza dura Iker Casillas, dalle magie di Pirlo ed Iniesta, dal duro figlio di mammà Balotelli all’introverso ed incompreso niño Torres nella speranza di una effimera notte di euforia, dimenticando disperazioni lavorative ed economiche.

È una sfida dagli incroci pericolosi, con gli spagnoli già orfani di Nadal a Wimbledon, pronti a ricordarci che la nostra magica Errani è anche un po’ Sarita, con un allenatore ed una residenza stabile a Valencia da anni, che se vince la Ferrari è perché sta vincendo Fernando Alonso e viceversa e che gli spagnoli tre anni spezzarono l’egemonia americana nel basket mondiale, ma lo fecero solo grazie ad un allenatore di nome Sergio Scariolo.

Incroci sportivi, ma anche finanziari perché fra Spagna ed Italia corrono linee di affari impressionanti, basti pensare che è la spagnola Telefonica ad essere il maggior azionista di fatto di Telecom Italia (con il 46% della controllata Telco) mentre la Endesa, maggior impresa di distribuzione di gas ed energia elettrica spagnola è al 92% di proprietà ENEL.

E poi non potranno mancare le sfide sugli spalti, su cui tabloid di ogni nazione si stanno già sbizzarrendo. Chi sarà la regina d’Europa, la bella mora Sara Carbonero, giornalista di Mediaset in Spagna, nota per le sue gaffes e per il famoso bacio di Iker in diretta tv che divenne il simbolo sentimentale del Mondiale 2006 o la bionda, seriosa Eleonora Abbagnato, prima ballerina dell’Opera di Parigi, moglie di Balzaretti dal corpo sinuoso? O sarà meglio la bellezza d’esportazione come la latina Shakira, metà di Piqué o la bellezza dell’est Alena Seredova moglie di Buffon che ha già l'ingrato scettro di più odiata fra le WAGS?

L'Europa si divide: meglio la Spagna, mai come questa volta fatta di razionalità e di bravi ragazzi pur con il fascino dei giocatori, o l’Italia incredibile e divertente di quelli che ormai tutta la stampa ed il web ha ribattezzato come i «locos»? E poco conta che Monti e Rajoy ora siano dalla stessa parte contro i giganti teutonici del rigore. I ricchi piangono, in finale ci sono i poveri ma belli, da che parte stare?

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