Massimiliano Gallo
Mi consento
1 Luglio Lug 2012 2105 01 luglio 2012

Spagna-Italia, le pagelle (meglio quattro polpette di un biscotto)

La Spagna ha vinto il suo terzo titolo europeo, il secondo consecutivo. Ha sconfitto in finale l’Italia per 4-0. Una partita senza storia. La Spagna è stata nettamente superiore. Il primo tempo si è chiuso 2-0. Nel secondo negato un rigore agli uomini di Del Bosque. Che poi hanno dilagato con l’Italia in dieci perché Thiago Motta, appena entrato, è uscito per infortunio muscolare. 

Per l’occasione il blog “mi consento” evita i migliori e i peggiori per manifesta superiorità dell’avversario e per non infierire su una Nazionale che è comunque arrivata in finale e quindi ha disputato un ottimo torneo. Ce la caviamo con alcune citazioni. 

BISCOTTO. Grande lezione di sportività da parte degli spagnoli. Non ci hanno buttato fuori nel girone eliminatorio, come avrebbero potuto, ma lo hanno fatto sul campo. Come si insegna a tutti i bambini in qualsiasi sport. Meglio quattro polpette di un biscotto.

DEL BOSQUE. Un grande tecnico e un vero signore. Un hidalgo. Ha gestito con maestria una squadra fortissima. Non era semplice combinare tutte quelle personalità. E lui lo ha fatto, sapendo anche cambiare gli uomini al momento opportuno nel corso di tutto il torneo.

FABREGAS. Una menzione perché secondo chi scrive è stato il migliore in campo della finale. Un signor centrocampista che all’occorrenza sa fare benissimo il terzo attaccante di un 4-3-3. Per tutti gli altri, da Iniesta e Xavi al resto, non basterebbero venti post.  

PRANDELLI. Che dire? Ha avuto il gran merito di convocare i migliori. Stavolta non c’è stato alcun escluso eccellente. Non sempre, invece, è stato bravo a piazzarli in campo. Spesso gli è andata bene, stasera invece ha pagato tutto. Ma il giudizio non può che essere ampiamente positivo. Nonostante la postilla che segue.

PRANDELLI RELOADED. Una menzione non può non meritarla la preparazione atletica. I nostri già boccheggiavano contro la Germania, oggi proprio non correvano mentre gli spagnoli, che pure erano andati ai rigori contro il Portogallo, sembravano freschissimi. Magari ai Mondiali, se dovesse essere ancora lui sulla panchina, farebbe bene a evitare di ingaggiare il figlio nell’équipe. L’unica ma non irrilevante nota stonata della sua avventura, insieme con la gestione del caso Criscito. 

BALOTELLI. Ha dimostrato di essere un signor giocatore. Deve molto a Prandelli che l’ha portato all‘Europeo. Lippi, ad esempio, non l’avrebbe mai fatto. Sappiamo anche che non cambierà. Come al solito, il suo futuro dipenderà da lui.   

GUARDIOLA. Gli straordinari successi di questa Spagna sono anche figli del suo lavoro. Una Nazionale che ha vinto tre trofei consecutivi: due Europei e un Mondiale. Non era mai capitato. 

MONTI. Ha sbagliato. Fosse solo per motivi scaramantici, avrebbe dovuto astenersi e godersi gli ultimi echi dei successi di Bruxelles. 

LA COPPIA GENTILI-DOSSENA. Trovate una coppia di telecronisti Rai che alla finale di un Europeo si comportino come loro e ammettano che gli avversari avrebbero meritato un rigore. Hanno commesso errori, certo, ma di gran lunga superiori rispetto al resto della carovana di Rai Sport. Un po’ come la Spagna rispetto a noi.    

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