ElleBo
3 Luglio Lug 2012 1156 03 luglio 2012

Caro Presidente, cari giornalisti: la vera Italia non è la nazionale

Ho sperato, gioito, sofferto con la nazionale per tutto l'Europeo e, addirittura, ad un certo punto mi ero pure convinto che l'impresa di battere la Spagna in finale era possibile. Assieme ad altri 56 milioni di italiani – esclusi quelli che gufavano perché loro sono sempre controcorrente o per interessi populistici – ho tifato questa nazionale ma per favore signor Presidente e cari giornalisti l'Italia non è questa nazionale e (per fortuna) i giovani italiani non sono tutti come gli azzurri.

Ora che la sbornia è passata e che i principali quotidiani hanno capito che in Italia non ci sono solo gli europei da raccontare è giunto il momento di chiedersi se veramente il paese è solo questo: tifo da stadio ed esaltazioni collettive. Vogliamo sperare che non lo sia. Che vada bene tifare e seguire la propria nazionale senza necessariamente farsi travolgere da isteria collettiva per i calciatori della nazionale al punto che a loro si può perdonare tutto. Anche se fino ad un mese fa lo scandalo calcioscommesse gettava tanti dubbi anche sulla nazionale. Poi basta che gli 11 scendano in campo che subito diventano degli idoli assoluti da difendere a spada tratta.

E' campione nella vita e nello sport chi in campo e fuori mantiene un certo comportamento e in questa nazionale non so quanti possano definirsi tali. Specie quando si improvvisano editorialisti davanti ai microfoni di giornalisti esaltati incapaci di essere distaccati e quasi più tifosi loro di chi segue la nazionale in Tv. Così proprio non va bene.

Non è populismo dire che la vera Italia non è quella della nazionale. Senza scomodare la crisi, nel nostro paese ci sono centinaia di migliaia di ragazzi che ogni santo giorno lottano per costruirsi un futuro e per portare il loro contributo al paese. Loro dovrebbero ricevere gli ecomi del presidente della Repubblica. Loro, almeno per un mese all'anno, dovrebbero finire sulle prime pagine di tutti i quotidiani.
Detto questo: che peccato domenica sera, ma sempre e ancora forza azzurri!

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