Voglio cambiare aria
4 Luglio Lug 2012 1456 04 luglio 2012

L’inquinamento atmosferico e la salute. A Cremona i medici si occupano di prevenzione primaria.

Da tempo abbiamo imparato a pensare alla prevenzione come alla "diagnosi precoce della malattia". Come dire che se ti beccano un cancro in tempo utile, e puoi sottoporti ad un intervento chirurgico, ad una serie di trattamenti chemioterapici, alla radioterapia e all'assunzione a vita di farmaci con relativi effetti collaterali (immediati ed eventualmente futuri)... allora la prevenzione ha funzionato: per il momento sei vivo. Magari un po' stordito, ma vivo.

Ancora, ci dicono che la prevenzione si realizza attraverso l'assunzione preventiva di farmaci atti a scongiurare l'insorgenza di un determinato male (vaccinazioni e quant'altro) e/o attraverso adeguati stili di vita (non fumare, non bere, fare movimento, ...). Se, come suggerisce il buon senso, prevenire è meglio che curare, allora quella sopra non è prevenzione, perchè non evita la malattia. Prevenire la malattia significa lavorare sulle cause che la determinano. Si chiama prevenzione primaria e, ancorchè netta minoranza, un sempre maggior numero di medici e scienziati intraprende questo percorso di ricerca.

Il 7 Luglio prossimo, a Cremona, su iniziativa del Circolo Culturale AmbienteScienze, Luigi Allegra, pneumologo, Fiorella Belpoggi, biologa, Gianni Tamino, biologo e Giuseppe Miserotti, esperto di medicina ambientale, animeranno una Tavola Rotonda su inquinamento atmosferico e salute, nell’ambito dell’iniziativa “Aria, bene comune – Una battaglia di civiltà e democrazia”.

“Le associazioni cremonesi promotrici dell’iniziativa” si legge sul sito di AmbienteScienze, “sono vivamente preoccupate dalle stime formulate dai massimi organismi sanitari internazionali – a partire dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) –sulla morbilità e mortalità indotte dalla concentrazione di polveri sottili nell’atmosfera. Sono altresì allarmate dalla situazione di maggior rischio in cui versa la pianura padana, come risulta da studi commissionati dalla Commissione europea da cui si evince la riduzione delle aspettative di vita dei suoi abitanti, fino a tre anni, a causa della particolare morfologia e meteorologia di questa parte del territorio italiano.”

I comitati e le associazioni italiane, impegnate nelle diverse vertenze ambientali locali, sono invitate a partecipare alla elaborazione di proposte operative da sottoporre all’attenzione dei decisori politici nazionali e locali. Questi i punti oggetto del dibattito, che confluiranno in un appello ai legislatori nazionali e regionali:
- elaborazione di norme e leggi adeguate alla rilevanza del rischio presente nelle aree del Paese e in quelle località dove insistono particolari concentrazioni di emissioni inquinanti l’atmosfera;
- promozione di tutte le iniziative atte a ridurre l’inquinamento atmosferico;
- istituzionalizzazione di un tavolo permanente comune di confronto, coordinamento e consultazione;
- stretta sorveglianza sul rispetto della normativa vigente e sulla doverosa informazione ai cittadini, in particolar modo a cura delle Arpa regionali che attualmente non offrono le necessarie garanzie della “terzietà” perché sono dipendenti economicamente e gerarchicamente dalle Regioni;
- abbassamento dei limiti di concentrazione e di persistenza del PM10 e del PM2,5 secondo i consigli ed i suggerimenti della OMS, soglie più stringenti rispetto a quelle imposte o consigliate dalla Commissione europea, incoraggiate peraltro dalle ultime conclusioni dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) della stessa OMS sulle emissioni dei motori diesel;
- introduzione di iniziative indirizzate alla convenienza economica di una scelta virtuosa verso l’ambiente per le imprese industriali, premiando nei Bandi di gara quelle dotate di certificazione ambientale secondo gli standard internazionali;
- revisione dello status di Spa delle “public utilities” che, in quanto di proprietà pubblica, prima ancora che il nudo profitto, doverosamente dovrebbero essere finalizzate ad una più alta sensibilità per il perseguimento del “bene pubblico” e quindi del miglioramento della qualità della vita dei propri “azionisti”. I cittadini.

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