Il marchese del Grillo
6 Luglio Lug 2012 1708 06 luglio 2012

Il Barone di Munchhausen e le mie agognate vacanze

C’era una volta un Barone. Era ricco, di quella ricchezza che gli permetteva di discutere con tutti i nobili di Russia. La battaglia era la sua professione, i meriti sul campo gli valsero la nomina a Capitano di cavalleria. Una vita di lussi, la sua, tanti successi, tanto denaro. Amava stare al centro dell'attenzione, i riflettori puntati sulle sue nobili imprese. Raccontava di gesta incredibili con l’innocenza e il candore di un bambino: viaggi sulla luna, gite a bordo di una palla di cannone. La più eroica gli conferì un successo clamoroso: leggenda vuole che si salvò dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli. Sì, tirandosi per i capelli, sfidando le leggi della fisica quasi fossero dettagli. Era il Barone di Munchhausen, su di lui son stati consumati fiumi d’inchiostro.

Oggi il microcosmo della politica è così: il tentativo disperato di salvarsi da sé stessa con le larghe intese, quasi la trasversalità fosse la panacea di tutti i mali. No, no e no ancora. Non tanto perché le grandi coalizioni siano da bocciare sempre e comunque, ha ragione Pierferdinando Casini quando ricorda che in tempi di crisi sono la norma, non un’opzione. Quanto più per gli uomini che dovrebbero farne parte, gli stessi che l’Italia l’han portata vicino al precipizio. La stessa politica colpevole che, oggi più che mai, si sforza di tirarsi per i capelli pur di uscire dalle sabbie mobili. Reflussi della Prima Repubblica già pronti a riciclarsi per la Terza. Quasi a voler seguire l’esempio greco, il ritorno al governo non più di un mese fa di quegli stessi che han taroccato i bilanci.

Questa sera parto, cominciano le mie vacanze. Colgo il pretesto per salutare tutti i lettori e i redattori de Linkiesta, l’attività di questo blog verrà sospesa per qualche settimana in attesa di riprendere nel mese di Agosto. Nel frattempo continuo a sognare una politica diversa, volti e idee nuove. Progressisti che tornino a fare i progressisti e conservatori che comincino a fare i conservatori senza confusioni di ruoli e parole d’ordine. Sogno che a Milano il centrosinistra voti compatto il registro delle unioni di fatto e chiuda definitivamente alle affermazioni di Carmela Rozza, la capogruppo Pd che non più di poche ore fa ha sottolineato come «i diritti non possano essere un fatto ideologico». Sogno di poter leggere tra un bagno e l’altro che le primarie si faranno, sì, sicuramente, a destra come a sinistra. Sogno di vedere giovani che facciano i giovani senza interessi né pretese se non agire, governare, amministrare. Sogno di non perdermi in analisi sull’ultima dichiarazione di Berlusconi, il vecchio lasciamolo stare: solo il silenzio potrà permetterci di voltare pagina.

Un’Italia senza Baroni di Munchhausen, insomma.

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