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6 Luglio Lug 2012 1918 06 luglio 2012

L’Aquila, terremoto: finisce l’emergenza

Il Consiglio dei ministri di oggi, vista la necessita’ di porre fine in tempi rapidi allo stato di emergenza dichiarato a seguito del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, ha approvato un emendamento nella legge di conversione del Decreto-legge che contiene misure per la crescita del Paese, all’esame della Camera dei Deputati.

Si tratta, si legge sempre nel comunicato finale diffuso da Palazzo Chigi, di un testo che recupera alcune delle misure gia’ in discussione in Parlamento, formulate nel testo unificato pendente in VIII Commissione della Camera dei deputati e nel disegno di iniziativa popolare, e che dispone:

la cessazione dello stato di emergenza e delle relative strutture commissariali;

la gestione della ricostruzione e dello sviluppo dei territori interessati dal sisma mediante il ritorno al sistema delle competenze ordinarie, appositamente rafforzato, al fine di garantire la qualita’ delle opere e il bilanciamento tra interessi locali e interessi nazionali;

l’introduzione di norme finalizzate a garantire la trasparenza e l’efficienza dei contratti e del lavoro, l’accelerazione delle procedure, nonche’ il rispetto dei tempi di esecuzione nella fase di ricostruzione e sviluppo dell’area.

La cessazione dello stato di emergenza e il recupero della gestione ordinaria, sottolinea la nota, determinano un risparmio di spesa corrente quantificabile in 21 milioni di euro annui. Inoltre comportano certezze e qualita’ di lavoro per il personale che sara’ impegnato nella ricostruzione. In tal modo, prosegue la nota di Palazzo Chigi, si individua il percorso per il rilancio dei territori coinvolti nel sisma del 2009, garantendo la crescita, lo sviluppo e la competitivita’ nei settori delle infrastrutture e dell’edilizia e offrendo un rinnovato impulso al sistema produttivo abruzzese. Il ministro per la cesione territoriale, Fabrizio Barca, nel presentare la proposta, ha illustrato lo stato positivo dell’attivita’ per la ricostruzione privata nelle aree diverse dai centri storici, frutto dell’operato del Commissario per la ricostruzione.

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LA LETTERA DI CHIODI A MONTI – Questo il testo integrale della lettera che il commissario dimissionario Gianni Chiodi ha inviato al premier Monti.

“Onorevole Presidente, come lei sa, dal 1 febbraio 2010, per iniziativa del governo e su decisione del Parlamento della Repubblica, sono stato nominato Commissario Delegato per la Ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. A quella data ereditavo gli esiti di un immenso lavoro fatto dal governo, per mano della Protezione Civile nazionale, che ha operato in modo efficace nella fase piu’ strettamente emergenziale. Ho assunto quel compito con l’impegno di chiudere l’emergenza e di avviare la ricostruzione materiale, sociale ed economica di quella parte dell’Abruzzo terribilmente segnata dall’evento sismico. Quell’impegno si e’ sostanzialmente concluso da qualche mese e, di conseguenza, gia’ dal dicembre dello scorso anno ho pubblicamente dichiarato di essere intenzionato a favorire il processo di ritorno alle competenze ordinarie a favore della Regione Abruzzo e degli enti locali, secondo quanto stabilisce la nostra Carta Costituzionale. Da quel 6 aprile, credo oggettivamente come mai fatto nel nostro Paese, e’ stato compiuto uno sforzo titanico da parte dello Stato. Dopo soli sei mesi a tutti i cittadini senza casa e’ stato assicurato un tetto sicuro e stabile. Coloro i quali erano stati interessati da danni importanti sono stati collocati nel progetto CASE e nei MAP, mentre tutti coloro che sarebbero presto rientrati nelle loro originarie abitazioni sono stati ospitati, a carico dello Stato, negli alberghi abruzzesi, in soluzioni abitative autonome e in altre strutture”.

“In soli cinque mesi abbiamo riportato all’Aquila e negli altri comuni colpiti tutti i 17.000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado danneggiate dal terremoto. Cio’ attraverso la costruzione di nuove scuole modulari, straordinariamente piu’ sicure di quelle precedenti che in pochissimi casi erano addirittura collaudate, e attraverso la riparazione e messa in sicurezza di oltre settanta edifici scolastici preesistenti. L’Universita’, attraverso una serie di azioni di sostegno mirate e grazie alla sua classe dirigente, ha ripreso immediatamente le attivita’ ed ha assicurato la continuita’ necessaria a tenere in vita una istituzione fondamentale per il tessuto socio economico del capoluogo d’Abruzzo. La ricostruzione e’ stata avviata. Oltre 11.000 cantieri hanno permesso la riparazione di immobili privati fuori centro storico con danni medi e lievi, consentendo a 35.000 persone di rientrare a casa propria. La ricostruzione degli immobili fuori centro storico danneggiati gravemente, per i quali si e’ stabilito di far presentare le relative domande di contributo entro il 31 agosto 2011 – ne sono pervenute oltre 9.000 – e’ stata avviata con circa 700 cantieri aperti, circa 5.000 ammissioni definitive a contributo e con l’esame quasi completato di tutti i progetti. Per la ricostruzione dei centri storici, per la quale la legge stabilisce la competenza a redigere i piani di ricostruzione da parte dei Sindaci, la struttura commissariale ha definito tutti i dettagli tecnici e normativi e ne ha definito in modo puntuale le necessita’ di ordine finanziario. Tale imponente e complesso lavoro preparatorio sta consentendo di sottoscrivere le prime intese da parte dello scrivente dei piani di ricostruzione di quei comuni che hanno piu’ celermente ed efficacemente lavorato, con soddisfazione generale circa la qualita’ delle elaborazioni”.

“Come Commissario ho poi impostato un piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici della Regione Abruzzo, situati nelle zone piu’ a rischio sismico, che interessera’ oltre 200 istituti, tutte e quattro le province abruzzesi, con un impegno finanziario di 226 milioni di euro. Entro i prossimi sei mesi, la stragrande maggioranza dei piani, compreso quello del capoluogo, potranno essere operativi, consentendo pertanto di intervenire anche all’interno dei centri storici. Sul piano del rilancio economico, si e’ intervenuti, da un lato, con contributi per i danni alle imprese – con un impegno complessivo di oltre 160 milioni di euro tra fondi statali e regionali – e, dall’altro, con la previsione di 90 milioni di euro per incentivi. Oltre ai 600 milioni di euro che hanno consentito l’abbattimento del 60 per cento delle tasse, imposte e contributi sospesi a causa del sisma e da restituire dopo la fine della sospensione: cio’ e’ andato a beneficio diretto di cittadini e imprese che hanno potuto godere e godranno di importanti risorse per lo stimolo di consumi e risparmi”.

Tutto quanto questo lavoro, come a sua conoscenza, e’ stato largamente riconosciuto dal Ministro Fabrizio Barca, da lei delegato a seguire le vicende abruzzesi sul terremoto, con il quale abbiamo condiviso, nell’ultimo periodo, una serie di norme per accelerare i processi della ricostruzione e abbiamo proficuamente interloquito sulla norma di legge in preparazione che disciplinera’ la cessazione dell’emergenza con conseguente ritorno delle competenze alla Regione Abruzzo e agli enti locali. Su quest’ultimo tema, come ho gia’ riferito allo stesso Ministro Barca, auspico che vengano effettivamente applicati gli articoli 117 e 118 della Costituzione, consegnando alle istituzioni locali, ciascuna secondo i principi di sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza, le proprie naturali competenze senza alcuna tentazione di accentramento e, quindi, di mantenimento di poteri para-commissariali. Pertanto, alla luce delle attivita’ svolte, e’ mia ferma intenzione agevolare tempestivamente la responsabilizzazione delle istituzioni locali che, ora, dovranno procedere con la ricostruzione dei centri storici con tempi certi, trasparenza ed efficacia. Ritengo quindi, Signor Presidente, che il mio ruolo da Commissario si sia esaurito e, conseguentemente, con la presente, rimetto nelle sue mani il mio mandato da Commissario Delegato per la Ricostruzione. Con l’occasione mi corre l’obbligo di ringraziare tutti i collaboratori che mi hanno coadiuvato nell’imponente compito che mi e’ stato affidato. Un sentito ringraziamento va anche al Governo che lei presiede, cosi’ come al precedente presieduto dall’On. Silvio Berlusconi, in quanto quali danti causa del mio ruolo, non hanno mai mancato di sostenere e consigliare le difficili scelte che tutti i giorni e’ stato necessario fare.

Distinti saluti,

Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo

(Gianni Chiodi)”

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