Quello che non c’è
9 Luglio Lug 2012 1721 09 luglio 2012

La passeggiata dei Morti Viventi.

Il problema non è certo la carnevalata della vita che si trucca da morte e passeggia in un'assolata domenica di luglio per il centro della metropoli.

Il problema è quando la morte si maschera da vita, quando la morte cerebrale si camuffa da quotidianità, non può spaventare il makeup lacerato di uno zombie della domenica, quando hai visto gli sguardi spenti di chi è ipnotizzato da uno smartphone in metropolitana, le mani spaccate degli operai. Retorica. Autentica, banalissima retorica, questa mia.

Però giocare agli zombie toglie la potenza della metafora sociale che rappresentano, metafora che le migliori opere conservano anche quando ne ridono (vedi Shawn of the Dead/L'Alba dei Morti Dementi). Camuffarsi da zombie è come travestirsi da malati, come giocare a calcetto in un campo santo, come indossare le divise degli alieni nazisti di una famosa puntata di Star Trek. E' uno scherno ad un concetto che certo può fornire il divertimento da thrilling, ma che dovrebbe far riflettere, non sorridere.

Nella Società dello Spettacolo, lo Spettacolo fagocita ogni idea innovativa, ogni forma di controcultura e di dissenso per farne Spettacolo. Se il Primo Maggio è diventata una parata danzereccia e fanfarona, se ancora si possono accordare cortei apologizzanti ideologie storicamente abbacinanti, allora non c'è niente di male in un corteo in maschera per ricreare l'atmosfera degli horror preferiti. Chi gli zombie li soffre seriamente come me - che il mio libro più cupo l'ho scritto riflettendo sul concetto noir di Morto Vivente -, osserva e si chiede il senso di tutto questo, pensando che forse solo cinque o sei anni più giovane si sarebbe unito al gioco in pompa magna. Forse mascherarsi da zombie in realtà è smettere la maschera del nostro quotidiano, e mostrare l'autentica putredine che ci divora.

Forse chi come me ha il terrore del quotidiano affanno dei Morti Viventi, non sa come interpretare i Morti Viventi a passeggio. Forse a vedere gli zombie ho soltanto la vertigine del riconoscermi allo specchio.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook