Italiani 3.0
9 Luglio Lug 2012 1541 09 luglio 2012

Noi, italiani 3.0

In Italia vivono oltre  1 milione di figli di immigrati, nati o cresciuti in questo paese. Io sono uno di quelli. Per la legge italiana siamo degli  immigrati, come l'ultimo appena sbarcato a Lampedusa . Ci chiamano seconde generazioni, ma non siamo secondi a nessuno. Siamo gli italiani nuovi e non nuovi italiani.  Siamo  nati e cresciuti  in Italia ma costretti da una legge anacronistica a girare con il permesso di soggiorno . L'unica nostra condizione per poter restare nel nostro paese.  "Il figlio di migrante " come dice una canzone del rapper italo-egiziano Amir è straniero nella propria nazione. E ve lo assicuro che non e' bello.  A 18 anni un ragazzo cresciuto in Italia  non pensa alla patente, ma pensa all'iter burocratico che lo aspetta per ottenere qualcosa che è suo di diritto. Deve sperare anche che prima dei suoi 18 anni non succeda qualcosa al permesso di soggiorno dei genitori. Infatti se disgraziatamente loro perdono il soggiorno anche i figli perdono la possibilità di diventare italiani. Questi ragazzi rischiano così di essere rimpatriati in un paese che non hanno mai visto. Di cui non sanno niente.  Siamo Giovani italiani con passaporti stranieri costretti ad interminabili file per rinnovare un permesso di soggiorno. Italiani con la pelle scura, con occhi a mandorla, ma italiani, al 100%, che tifano la nazionale di calcio ,al cous cous preferiscono la la pizza e si sentono italiani come marco,luca,Francesco e Paolo . Abbiamo Tifato  per l'Italia , gioito per la vittoria del mondiale 2006 e sofferto per la finale persa contro la Spagna , ma non siamo  cittadini italiani come Balotelli Ci sentiamo chiamati in causa quando la disoccupazione under 24 sfiora il 37% quando il nostro paese affronta una crisi senza precedenti, quando il presidente Napolitano invita  i giovani a scendere in campo, quando Montolivo sbaglia il rigore contro l’Inghilterra e soprattutto quando "l’icona " Balotelli castiga due volte la Germania . Ci sentiamo italiani dentro ma per la legge non lo siamo. Una legge ingiusta che va cambiata.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook