La Nota Politica dei Ventenni
9 Luglio Lug 2012 1437 09 luglio 2012

Un milione di euro all'anno bastano per il Direttore del Teatro alla Scala di Milano?

Solo oggi e via Twitter, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia si accorgono che Stèphane Lissner (in foto), sovrintendente e direttore artistico della Scala dal 2005, è un privilegiato.
Anzi, qualcosa di più. Infatti, lo stipendio che percepisce, da sommare ai numerosi e fuori misura benefits, sono degni di un Principe. Lissner, classe 1953, parigino di nascita e meneghino per vocazione artistica, è infatti il principe della Scala di Milano.

Certo, la Scala è la Scala e sulle indennità, se proporzionate al successo e alla qualità dell'offerta artistica, non si può discutere.
Peccato però che il sovrintende percepisca uno stipendio ben oltre ogni media europea, a parità di ruoli e di rango di teatro, e oltre ogni buon senso, data la grave crisi dei conti pubblici.
Un maxi-stipendio, degno di un top manager, il cui costo complessivo per le amministrazioni pubbliche supera il milione di euro.

Si parte, infatti, da una base fissa di 449 mila euro, sebbene abbia annunciato e non ancora operato una decurtazione del 10%. Alla cospicua base si sommano 155 mila euro di parte variabile, il classico premio di produzione. Da aggiungere agli 85 mila annuali di locazione per l'appartamento di servizio, auto con chaffeur personale, uso esclusivo di una carta di credito – anch'essa di servizio – Tfr e altri oneri per complessivi 200 mila euro annui e un bonus da 300 mila euro a fine contratto. Quest'ultimo prolungato fino al 2017.

La solita notizia roboante per inasprire la tensione e la rabbia verso i compensi pubblici, ghigneranno i mal pensanti. Un articolo da vero grillino.

Data così, infatti, essa è tendenziosa e incompleta. Manca il confronto comparativo con lo stipendio del predecessore e gli omologhi italiani ed europei. Inoltre, bisogna analizzare il costo che la fondazione lirica “Teatro alla Scala” sostiene alla luce dello stato delle sue casse.

Presto fatto.
Carlo Fontana, il predecessore di Lissner nella direzione artistica del Teatro, percepiva 180 mila euro lordi.
Gli omologhi italiani? I loro stipendi viaggiano tra i 150 mila e 180 mila euro lordi senza benefit.
E le fondazioni liriche europee, soprattutto quelle di paesi con una situazione economica migliore della nostra, che fanno?
Per dirigere il Teatro dell'Opera di Parigi, il direttore guadagna 360 mila lordi.
A Londra, la Royal Opera House destina allo chief executive 205 mila sterline ( circa 260 mila euro) e a Vienna il direttore Meyer 260 mila euro.

Quanto costa la Scala?

La fondazione lirica percepisce, come dotazione annuale, circa 3 milioni di euro, di cui 2 milioni e 700 mila euro dalla Regione Lombardia. I conti sono in profondo rosso. L'ammanco è di 4,5 milioni di euro.

Il sindaco Giuliano Pisapia ha promesso di intervenire per garantire maggiore equità. Per il rigore, magari aspettiamo un altro anno.
Intanto, stamattina alle ore 9 era convocato il Cda della fondazione. La spending review urge per tutti. Scala e sottoscala compresi. Chissà che con Carla Fracci le cose sarebbero andate diversamente.

In attesa di un avvenire più parco e morigerato, speriamo che il “Principe” Lissner sia stato retrocesso almeno a Marchese.

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