Viva l’Italia
10 Luglio Lug 2012 0701 10 luglio 2012

Caro Balduzzi in provincia prima nascono i bambini, poi c’è posto per l’ecografia

Gentile ministro Renato Balduzzi, lei è a conoscenza che nella provincia di Frosinone per fare una semplice ecografia in una struttura pubblica servono 7 mesi? Ho telefonato ieri, la prima disponibilità c’è per il 25 febbraio 2013 ovvero se fossi incinta, dato che lo stato di gravidanza non si scopre nell’immediato, un eventuale bambino nascerebbe prima di qualsiasi esame ecografico.

Neanche a farlo apposta è delle ultime ore la notizia che tra il taglio imposto dalla spending review e gli effetti della manovra Tremonti, il sistema sanitario nazionale avrà a disposizione quasi 8 miliardi in meno. Colpisce la sforbiciata dei 7 mila posti letto. Se si dovesse aver bisogno di un ricovero ospedaliero aspettiamoci tempi di attesa biblici.

Da quello che mi risulta già attualmente la situazione è complessa. La inviterei a verificare di persona, quindi con prescrizione medica di ricovero provare a vedere quali sono le tempistiche. Ovviamente gli ospedali andrebbero scelti caso. Già che c’è le suggerirei anche di recarsi nelle Asl, nelle strutture di Guardia Medica e negli ospedali pubblici senza preavviso, per parlare con pazienti e medici. Spesso manca la carta da mettere sui lettini per le visite specialistiche ambulatoriali, così come il sapone nei bagni.

Va bene tagliare sugli sprechi ma sappiamo individuarli prima di procedere con una potatura dei rami secchi? Uno sciocco esempio di spreco lampate potrebbe essere il caso delle tv piazzate nell’ospedale Spaziani di Frosinone. Ogni camera di degenza ha due letti. Tra l’uno e l’altro ci saranno al massimo un paio di metri di distanza, eppure ci sono ben due tv di nomali dimensioni. Forse sarebbe stato opportuno metterne solo una, visto che risulta complesso riuscire a seguire due programmi differenti a distanza super ravvicinata. A meno che non si faccia a gara tra chi più alza il volume.

Tornando alla mia ecografia, mi aspetto di poterla fare con il sistema sanitario nazionale in tempi ragionevoli, ossia entro la fine di settembre. Non ho nessuna intenzione di rivolgermi a una struttura privata perché non sarebbe una scelta personale ma solo una costrizione. Pago le tasse quindi ho tutto il diritto a utilizzare una struttura pubblica della mia provincia di residenza.

Ho provveduto a inviare una mail a due responsabili della Regione Lazio con la consapevolezza che non riceverò nessun tipo di risposta, neppure di presa visione della problematica. Ma sa, se tutti manifestassero la propria indignazione in maniera civile questo Paese migliorerebbe.

Cordialità
Anna Simone

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