Rodolfo Toè
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10 Luglio Lug 2012 1426 10 luglio 2012

Novi Sad: "il popolo non ha più dinari? Date loro pašteta".

E’ una notizia tragicamente surreale quella che giunge da Novi Sad: i lavoratori dell’azienda Neobus, che per otto mesi non hanno ricevuto alcun salario, sono stati remunerati con due sacchetti gialli contenenti pašteta (il popolare paté di carne diffuso in tutta l’ex Jugoslavia) e prodotti detergenti.


Solo tre anni fa, l’allora presidente Serbo Boris Tadić in visita a Novi Sad (Vojvodina) aveva dichiarato Neobus “un esempio modello di privatizzazione” per il sistema economico serbo. L’azienda, però, oggi versa in gravi difficoltà. E così, mentre il proprietario – il saudita Ala Magrabi Mohamedali – è in vacanza a Cannes, i suoi operai hanno avuto un’amara sorpresa: il dinaro latitante continua a non vedersi ed il primo salario in otto mesi è, per così dire, “in natura”.

“Ecco cosa rimane della migliore privatizzazione della Vojvodina”, dice Milko Drobnjaković, uno degli operai: “l’umiliazione che proviamo è fortissima, all’inizio avrei voluto buttare via il contenuto. Ma non me lo posso neppure permettere”.


L’attività economica di Neobus non è mai stata brillante, a parer suo, ma attualmente il bilancio risulta in passivo per 4,5 milioni di euro. L’azienda ha cominciato a subire dei duri colpi quando ha smesso di vincere gli appalti pubblici a Novi Sad. Come conseguenza dello scarso rendimento, il proprietario si è gradualmente disinteressato della gestione ed ora vorrebbe vendere. Nel frattempo, però, la situazione dei propri sottoposti non è stata ancora chiarita. E così in fabbrica ormai si presentano solo per scioperare. “Chiediamo solamente di poter ricominciare a lavorare e di essere pagati regolarmente”, dice il rappresentante del sindacato di fabbrica, Milan Šuštum: “abbiamo provato a contattare via mail il proprietario ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta: siamo esasperati”.


I lavoratori hanno chiesto aiuto allo Stato, che però non ha trovato i soldi necessari a sostenerli. Così, nel frattempo, è arrivata la pašteta. Oltre al danno, la beffa. Una spia di quello che sta accadendo nel resto del paese. La situazione economica in Serbia, nonostante gli investimenti internazionali, è peggiorata di molto negli ultimi anni: la disoccupazione si assesta ormai attorno al 25% della popolazione attiva. Un’emergenza alla quale il nuovo governo, non appena sarà formato, dovrà porre argine al più presto.

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