Cazza la randa
10 Luglio Lug 2012 1402 10 luglio 2012

Oh my God, nel Pd e' nata l'ennesima corrente!

Oh, my God! Questo ho esclamato oggi, leggendo la lettera di alcuni esponenti del Pd ospitata a pagina 12 del Corriere. Perchè è evidente che sta nascendo una nuova corrente dentro il Pd: quella dei montiani. Insomma non sono bastate la ventina di fazioni e nemmeno la quindicina di fondazioni ascrivibili ad altrettanti pseudo-leader del Pd, perchè la sensibilità filo-governativa dei 15 potesse trovare in una di esse ospitalità e sfogo. La lettera, che non brilla per originalità dei suoi contenuti, ha invece decisamente il sapore del primo passo verso la strutturazione di una nuova corrente. É un film già visto, tante, troppe volte nel Pd. E che non mancherà di essere salutato con il solito refrein secondo cui “il pluralismo è la vera ricchezza del Pd”. In realtà la costituenda corrente è una gran brutta notizia. Innanzitutto per il Pd e il Suo Segretario. Perchè la vita di Pierluigi Bersani, che più che un segretario politico appare sempre più un condannato a coordinare le variegate correnti del Pd, si incasinerà ancora di più. Figuratevi quando si dovrà, come si suol dire, trovare la quadra per la spartizione dei posti del prossimo Parlamento. A quel punto, statene certi, anche la bandierina dei montiani comincerà ad agitarsi, verosimilmente con strascichi polemici sui giornali, perchè alla neo formazione venga riservato qualche posticino al sole tra Senato e Camera. Ma la nascitura corrente montiana è soprattutto per il premier Monti una pessima notizia. Perchè, nella gran parte dei casi, i 15 firmatari rappresentano, in termini di consenso, poco più che sé stessi. Monti, sempre più saldo sulla sella della Presidenza del Consiglio, non ha certo bisogno, né ora, né in prospettiva, dell'aiuto di questo sparuto ed assai minoritario gruppo di democrats converti sulla via del montismo. Cosicchè, ove il passo dei 15 volesse costituire il prodromo alla creazione di un vasto e trasversale consenso parlamentare attorno alla figura del Premier, tale da proiettarlo a Palazzo Chigi anche nella prossima legislatura, Monti stesso non ha di che stare allegro. Auguri quindi a Monti e vicinanza solidale a Bersani.

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