Mercato e Libertà
12 Luglio Lug 2012 1255 12 luglio 2012

L'UE che vorrei

Come visto nell’articolo precedente, sono dubbioso su come l’UE sta uscendo fuori. D’altra parte, ci sono tante cose buone che l’UE ha fatto, ed alla fine è dall’equilibrio dei poteri che occorre aspettarsi un minimo di chance di liberalismo. Quindi, cosa occorrerebbe conservare, cosa eliminare, cosa aggiungere, cosa evitare?

Conservare

  • Schengen e mercato comune: la libertà di movimento delle persone, delle merci e dei fattori è un must
  • Principi legali che vincolano i potere degli stati e impongono trasparenza e libero mercato
  • Centri di studi e documentazione per aumentare la trasparenza delle amministrazioni e minimizzare i costi di transazione nei rapporti tra cittadini e altre amministrazioni.

Eliminare

  • Le regolamentazioni delle zucchine et similia
  • La politica agraria europea, e in generale il protezionismo extra-europeo
  • Il Fondo Europeo di Stabilità: la crisi nasce da spread troppo bassi, manipolarli nuovamente al ribasso è un espediente molto pericoloso
  • Il potere della BCE di finanziare gli squilibri commerciali UE: non dovrebbe perpetuare gli squilibri per timore delle conseguenze del loro riequilibrio
  • Il potere della BCE di monetizzare titoli eterogenei a tasso basso in quantità illimitate. Il lending of last resort originale era una politica per contrastare le crisi di liquidità evitando l’azzardo morale: monetizzare ad libitum, usare solo collaterale di qualità, imporre un elevato tasso di interesse.

Aggiungere

  • Controllo centralizzato della salute delle banche, perché gli stati hanno interessi a mentire sulle ‘loro’
  • Maggiori limitazioni legali contro la leggi anticompetitive, gli aiuti alle banche, la mancanza di trasparenza delle amministrazioni e delle società controllate
  • Imporre libretti previdenziali portabili in Europa per facilitare il movimento delle persone, rimuovendo i sistemi previdenziali non capitalizzati (da non confondere con quelli a contribuzione) che non sono portabili per costruzione
  • Fare lo stesso per ogni forma di assistenza sociale: l’ideale sarebbe che gli stati o le persone finanzino le spese per i propri cittadini, ma che i cittadini diano questi finanziamenti a chi produce i servizi migliori.
  • Le società devono poter operare con un solo set di regole in tutto il territorio europeo, in modo da ridurre i costi di transazione e produrre concorrenza tra sistemi regolativi
  • Maggiore concorrenza nei servizi: come con la Bolkenstein
  • Se non è possibile eliminare le garanzie pubbliche sui mercati finanziari, aumentare la liquidità e ridurre la leva delle banche: se non fossero fragili, non ci sarebbe rischio di 'contagio'

Evitare

  • Diventare una federazione di entità fiscalmente irresponsabili, e quindi necessariamente accentrata
  • Introdurre armonizzazioni fiscali e in linea di massima qualunque misura che riduca la concorrenza tra stati membri
  • Avviare la guerra di tutti contro tutti rimuovendo l’obbligo di unanimità per prendere decisioni: l’unanimità è l’unica garanzia efficace per le minoranze
  • Un esercito o una polizia comune: a che serve? Creare alternative alla NATO è pericoloso e costoso, e ai cittadini non serve certo un impero
  • Unioni fiscali e un’UE fiscalmente autonoma: ogni istituzione politica, soprattutto se priva di concorrenza, tende a crescere troppo, ed è meglio che sia finanziata dagli stati membri

In poche parole, vorrei un’Europa che faccia da contrappeso e non da balia agli stati membri, che funga da giudice e non da amministratore, e che si basi sul libero mercato e non sulla burocrazia. In pochi ambiti può anche svolgere funzioni amministrative, ma solo se necessario.

Se volessi descrivere un ideale improbabile, vorrei che un cittadino italiano si possa recare in una società italiana di diritto inglese, ricevere lo stipendio in una banca olandese, farsi curare in un ospedale tedesco attraverso il fondo a cui contribuisce eventualmente lo Stato Italiano per finanziare il “diritto alla salute” degli italiani, e risparmiare per la pensione in un fondo lussemburghese. Il tutto rimanendo nella sua città.

Purtroppo gli stati membri hanno interesse ad espandere l’UE-balia per non doversi preoccupare della realtà quando implementano politiche irrazionali. E temo che gli espedienti illiberali vinceranno, come sempre, sui principi liberali.

Eppure, credo che la mia visione dell'UE sia molto più in linea con quella dei fondatori...

Pietro Monsurrò

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