Marchionne veste Prada
15 Luglio Lug 2012 1006 15 luglio 2012

Quando c'era Gianni: Versace, 15 anni dall'omicidio

Quando c'era Gianni, premettiamolo, io non me lo ricordo: il 15 luglio del '97 avevo 13 anni e me ne stavo molto probabilmente in vacanza da qualche parte, con in testa qualche tormentone estivo - del 1997 mi ricordo Lemon Tree, una delle prime canzoni inglesi che ho imparato a memoria senza capire il 50 per cento delle parole, e inevitabilmente la morte di Lady Diana - più che la moda, senza sapere che, qualche anno dopo, mi sarei guadagnata da vivere proprio grazie a quel mondo.

Quando c'era Gianni, però, è una locuzione temporale che chi nella moda ci ha vissuto e ci vive da decenni, utilizza spesso: l'epoca Versace, infatti, circoscrive nella mente di chi la evoca un periodo ben preciso che ha coinciso con la goden age della moda italiana. Quando c'era Gianni un ragazzo appassionato di moda poteva partire dalla sartoria della madre in centro a Reggio Calabria e creare non solo un impero economico, ma un concetto di stile fatto di rischio e rivoluzione, di pelle e metallo, di bondage e oro.

Quando c'era Gianni lo stilista non era schiavo degli azionisti, non era un ingranaggio di una catena di montaggio complessa che oggi ha il suo perno nei bilanci semestrali: Gianni Versace da Reggio Calabria era una star, circondato dalle top model più belle di sempre - le sue muse: Naomi, Linda Evangelista, Claudia Schiffer, Cindy Crawford -; accompagnato nei suoi progetti da quelli che oggi sono i guru della fotografia di moda, da Avedon a Meisel a Testino; applaudito da star del calibro di Madonna, che fu testimonial di Versace per ben tre volte.

Quando c'era Gianni la moda era un sogno, un universo parallelo in cui le modelle non si alzavano dal letto per meno di 10mila dollari.

Oggi, a 15 anni di distanza da quei due colpi sparati da Andrew Cunanan a Miami Beach, la musica è ben diversa: e se l'azienda che ha fatto della Medusa il proprio simbolo - oggi guidata da Donatella Versace, sul piano creativo - sta vivendo un momento positivo dopo anni di incertezze, la moda in generale ha preso un'altra direzione, fatta meno di artisti e più di stylist ed esperti di marketing, meno di lotte alla Versace vs Armani e più di takeover che vedono le storiche griffes italiane in mano a proprietà estere. "Ah quando c'era Gianni"' sento mormorare spesso da colleghe, stilisti, appassionati.

E così, anche se io non me lo ricordo così bene da scrivere un pezzo che lo celebri adeguatamente, questo post l'ho scritto lo stesso: chissà mai che, in modi e tempi diversi, un'epoca così non si possa ripresentare, un giorno. Magari senza gli eccessi che, più o meno direttamente, hanno condotto molti al declino, ma con la stessa voglia di sognare.

Ps Ho appena scoperto che Lemon Tree è stato il tormentone estivo 1996: mi ricordo pure male, dunque.

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