Amicilegali
16 Luglio Lug 2012 1004 16 luglio 2012

Lo Stato deve dei soldi alla tua impresa? Ecco come farti pagare

In situazioni d’emergenza, si sa, tutti si devono (rectius, dovrebbero) adeguare; così, anche il “dinosauro statale”, a piccoli passi, si avvia verso un processo di “redenzione” dovuto.
Soprattutto sui temi della lotta all’evasione fiscale e dei criteri di esazione dell’iniqua Equitalia, molte sono state, sinora, le critiche circa l'evidente sperequazione creatasi tra crediti dello Stato verso i privati (da pagare tutti e subito) e crediti dei privati verso lo Stato (da pagare, se proprio si deve, comodamente entro 1.500 giorni).
In una situazione del genere – che nulla aveva in comune con la locuzione “Stato di diritto”, e che ha messo in ginocchio il sistema imprenditoriale italiano – il governo dei tecnici è arrivato a concepire un rimedio che sembrava riservato solo a menti superiori: se lo Stato paga le imprese, queste avranno, altresì, la possibilità di adempiere alle loro obbligazioni verso l’Amministrazione Centrale.

Così, con la pubblicazione in G.U. del D.M. 22.5.2012, attuativo dell’art. 35, comma 1, lett. b) del D.L. n. 1/2012 (Decreto Liberalizzazioni), i titolari di crediti commerciali (derivanti da somministrazioni, forniture ed appalti) non prescritti, certi, liquidi ed esigibili potranno presentare all’ente debitore un’istanza di certificazione del credito, che dovrà essere vagliata dalla P.A. entro 60 giorni dalla ricezione.
Per i crediti superiori a € 10.000,00, l’Ente dovrà procedere alla verifica prescritta dall’art. 48bis del D.P.R. 602/1973, ma, a differenza di quanto prescrive quest’ultimo articolo, nel caso sia accertata l’inadempienza dell’imprenditore all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle esattoriali, si procederà alla compensazione tra i rispettivi crediti.

La suddetta certificazione del credito avverrà, secondo quanto previsto dall’art. 3 del D.M. in commento, a mezzo di una piattaforma elettronica, predisposta da Consip s.p.a., la cui abilitazione dovrà essere richiesta dall’ente entro 30 giorni dall’istanza di certificazione. Tale sistema consentirà anche di comunicare le eventuali cessioni dei crediti certificati all’amministrazione ceduta.

Nel caso sia decorso il termine di 60 giorni dall’invio della richiesta senza che sia stata rilasciata la certificazione o senza che sia stata rigettata la relativa istanza, il creditore può richiedere alla competente Ragioneria Territoriale dello Stato la nomina di un Commissario ad acta che, scelto tra i dirigenti o, comunque, tra i funzionari dell’ente debitore, dovrà provvedere entro i successivi 50 giorni.
La richiesta di nomina del Commissario potrà avvenire anche mediante piattaforma elettronica.

Al fine di monitorare le somme “in uscita”, l’art. 7 del D.M. prevede che, entro il decimo giorno di ogni mese, l’ente debitore debba comunicare l’ammontare delle certificazioni rilasciate al Ministro dell’Economia e delle Finanze.


I crediti certificati saranno pagati in Certificati di credito del tesoro (Cct).

Le ulteriori istruzioni operative sulle modalità attuative del D.M. sono state dettate dallo stesso dicastero con la circolare operativa della Ragioneria dello Stato n. 23 del 21.6.2012 che ha anche fornito indicazioni sull’uso dei Cct.

In questo momento di particolare crisi, non solo economica, bensì politica, la disciplina ora descritta credo possa essere un segnale positivo; perlomeno per farci sperare nel fatto che, sebbene ci sia ancora molta strada da fare, direzione e verso siano quelli giusti.

M.M.

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