L’informatica migrante
18 Luglio Lug 2012 1104 18 luglio 2012

E' facile far diventare gli altri poveri se sai come farlo

"800 € al mese complessivi"


Prima di venire a Roma, prima di capitare a vivere in un quartiere limitrofo a ville e palazzi di forme e dimensioni che in provincia di Pordenone si contano sulle dita di un paio di mani, le "colf filippine" erano per me solo soggetti da film, da storie della famiglia Vianello, soggetti esterni al mio immaginario.


Poi ho cominciato a prenderci il bus ogni mattina/sera/notte (lavorando a turni succede così). Ad ascoltarle talvolta disquisire su nuovi posti disponibili presso la zona x o y da suggerire magari alle signore dell'Europa dell'Est sempre alla ricerca di qualche nuovo lavoretto. A vederle vezzeggiare e strigliare i figli per poi scendere con le borse della spesa lungo quella stessa via dai prezzi inaccessibili.


E se più di qualche volta ho sentito discutere di prezzi e paghe romane le badanti, baby sitter e donne delle pulizie a ore, mai mi ero domandata quanto arrivassero a pagare i proprietari di certe ville dove lavorano fissi mogli e marito.

Mi ci è voluto un cartello alla fermata del bus.


800 euro al mese a coppia. Neanche si trattasse di pappagallini.

Oh certo, l'annuncio si spreca in dettagli sull'alloggio, non c'è che dire.

Ma a me ha causato molta più rabbia di sapere quanto guadagna un consigliere regionale.

“La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 1.011,03 euro.”


ha dichiarato l'Istat in questi giorni nell'indagine "La povertà in Italia".

Siamo un Paese dove esistono condizioni per cui non basta il lavoro per uscire dalla propria condizione di povertà.
Siamo un paese dove chi detiene i mezzi economici, gli strumenti per diventare ricco, costruirsi una villa, necessitare di un paio di persone atte a rendere la propria quotidianità più agiata, è il protagonista e responsabile delle nuove povertà negli studi Istat.
Wow.


Commentando la cosa con gli amici qualcuno ha cercato di giustificare il tutto dicendo “beh, ma risparmiano l'affitto, magari gli danno anche da mangiare...”
Ma non sono questi i termini con cui si ragiona onestamente parlando di lavoro, contratti e, in casi come questo, dignità. In fondo è normale per tanti lavori molto meglio remunerati avere vitto e alloggio compresi, specie ad esempio nei lavori stagionali o là dove sono frequenti le trasferte.

Ho provato anche a tuffarmi nell'incredibile mondo che c'è di forum e siti su internet per capire se c'è un tabellario concordato dalla “prassi” per questi profili lavorativi, ma mi sono persa.

Perché se la prassi a nord est la può dettare un poco anche la forza contrattuale che c'è tra domanda e offerta nel campo dei lavori domestici, qui, dove c'è tanta offerta di manodopera, la "prassi" la stabilisce chi paga.

E mi pare ridicolo, assurdo, impossibile che oggi ci si preoccupi molto di più dei costi della politica che delle condizioni sociali che stiamo andando a costruire.


Perché quel che vale per le colf filippine vale pari pari per un tecnico IT, a Roma oggi, ovunque domani.

Sempre che non vogliamo continuare a rifuggire dai problemi nostri, di comunità, contingenti, preferendo far finta che tutto si risolva togliendo 4 benefit alla classe politica.

Magari poi con l'unico risultato che la famiglia con villa sulla Cassia Giustiniana finisca poi in Parlamento a ridiscutere i contratti dei collaboratori domestici, stabilendo magari che la prassi è ora che diventi legge.
Già me li vedo, signora e signor X, mentre arringano dai palchi del Parlamento che loro da parlamentari non vorranno incassare un euro.


Ma che va benissimo lasciare, per prassi, che qualcuno resti sempre povero in questo nostro Paese.

P.S.: Se poi qualcuno mi può confermare con certezza che quel complessivi è impossibile si riferisca al lavoro di entrambi, ma vada moltiplicato per due, ben venga. Ma da certe cose lette in giro mi pare di intuire non sia proprio così...

[Ho oscurato il numero di telefono presente nell'annuncio]

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