Massimo Famularo
Apologia di Socrate
20 Luglio Lug 2012 0814 20 luglio 2012

La tua libertà di sciopero e il mio diritto di lavorare

Caro amico,
che con una certa regolarità decidi di metterti in sciopero al venerdì, ti scrivo per farti sapere che questo venerdì nonostante la tua iniziativa io sono riuscito ad andare a lavoro.

Ho deciso di scriverti perché vista la frequenza con cui interferisci nella mia vita direi che ormai abbiamo una relazione e,tenuto conto dei danni che il tuo comportamento mi provoca, non si tratta esattamente di amicizia. Pertanto l'esordio è volutamente eufemistico e improntato a mantenere pacati i toni visto che il tema si presta facilmente a sfoghi e degenerazioni varie.

So perfettamente che tu hai i tuoi diritti e le tue ragioni ed è abbastanza manifesto come te ne infischi dei piccoli disagi che provochi ai tanti passeggeri senza nome come il sottoscritto. Io però ho un nome e cognome e un blog e stamattina voglio usarlo per dare voce a quelli che come me riescono a lavorare nonostante la frequenza con cui tu e quelli come te decidete di entrare in sciopero.

Non mi metterò a discutere delle differenze in temini di frequenza e intensità degli scioperi tra il nostro paese e gli altri.

Non rileverò le differenze tra le varie città (più volte a Milano ho visto che alcune metro circolavano durante gli scioperi, a Roma mai, ma si tratta di evidenza aneddotica priva di qualsiasi rilevanza statistica)

Non starò a sindacare cosa vuol dire garantire in concreto un servizio pubblico

Non proverò neanche meschinamente a insinuare, come ho sentito da alcuni conoscenti indignati, che ti metti in malattia dal giorno precedente lo sciopero così che nel conto che pago al mancato servizio si aggiunga anche il finanziamento della tua protesta.

Non starò a sottolineare che l'azienda per cui lavori tu non può fallire, quella per cui lavoro io sì; che tu non puoi essere licenziato, neanche per colpe gravi e che se qualcuno ci provasse, esiste un'elevata probabilità che un giudice imponga all'azienda di riassumerti, mentre io non ho questo privilegio e quelli che non hanno un contratto a tempo indeterminato come il mio sono anche meno protetti di me; insomma che non so bene di che cosa tu possa lamentarti ed eventualmente chi dovrebbe accordartelo.

Non starò demarcare l'odiosa asimmetria per cui tu puoi influire sulla mia vita e io non posso fare altrettanto sulla tua, tu puoi mettere in piedi proteste visibili per attirare l'attenzione sulle tue ragioni, mentre quelli che lavorano in società con 4 dipendenti non hanno questa possibilità.

Non starò a raccontarti di storie personali tipo quando tornando tardi da lavoro non ho visto quel foglietto seminascosto con il quale annunciavi che il giorno dopo avresti scioperato e l'indomani sono rimasto come un cretino trovando la metro chiusa, nè delle altre in cui ho meschinamente pensato che quel foglietto nascosto neanche ci fosse quando sono passato io.

Non ti racconterò le disavventure di quando devi arrampicarti sulle persone perché anche se lo sciopero inizia tra mezz'ora esiste una certa probabilità che non sia possibile salire neanche sull'ultima metro.

Non ti racconterò le storie di colore di gente che bestemmia e litiga e dice agli altri di non salire sulla carrozza delle minacce che volano e degli spintoni e del caldo e della puzza.

Neanche starò a sottolineare quanto sarebbe semplice ed economico informare i passeggeri di scioperi e disservizi tramite una mailing list o degli sms, di quanto sarebbe più corretto annunciare certe iniziative con maggiore anticipo e dare maggiore pubblicità all'annuncio

Insomma, non ti scrivo per sfogarmi a causa dei disagi che mi causa la tua protesta, di cui ignoro le ragioni, nella tolleranza generale di istituzioni lassiste che ti hanno lasciato intendere che puoi fare quello che credi.

Ti ho scritto farti un rilievo pacato e civile: se dici che dalle 8:30 in poi c'è sciopero, non sarebbe corretto e civile che a tutti quelli che sono entrati fino alle 8:29 fosse garantita la possibilità di accedere a un treno?
Se gli anziani, le persone poco agili, quelli non riescono a calpestare gli altri in 20 o 30 minuti non riescono ad accede ai 4 o 5 treni che passano non ci sarà un problema?
Insomma, visto che la libertà di fare quel che vuoi te la prendi (e ti consentono di prendertela) non potresti almeno provare a mitigare i disagi causati dal tuo operato con un'organizzazione decente?

Va da se che chiedo per cortesia, che i diritti e i doveri sono cose da cittadini e società civili, mentre io purtroppo sono nato suddito italiano


@massimofamularo

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