Carmine Zaccaro
IoVoglioTornare
21 Luglio Lug 2012 0856 21 luglio 2012

Dalle superiori all’Università: il passo formativo

Sono appena trascorse le calde settimane che hanno interessato 497.310 studenti italiani, tra privatisti 23.944 e studenti delle scuole statali -i restanti 473.366, negli esami per conseguire la maturità. Secondo i dati trasmessi dal Miur la percentuale dei promossi alle classi superiori ha subito un graduale innalzamento –percentuale che se pur di piccola entità fa registrare un apparente miglioramento dell’impegno degli studenti, oppure una più facile promozione da parte degli insegnanti per non abbassare gli standard; gli ammessi agli esami sono stati il 94,4%.


Insomma nelle scuole superiori l’aumento è stato dell’1,2%, facendo salire la soglia di promozione dal 60,8% al 62% (i dati sono scaricabili dal sito del MIUR).


Un cappello introduttivo, pedissequo e di noiosa statistica, per portare l’attenzione sui grandi numeri, che interesseranno gli spostamenti nel nostro Paese da qui a pochi mesi.
Saranno oltre quattrocentomila giovani di età compresa tra il 18 e i 19 anni che daranno vita a quegli ormai noti esodi, dalle realtà in cui sono nati verso altrettante città, in cui investiranno i prossimi 3-5 anni, per la loro formazione accademica.
Probabilmente molti di questi giovani, resteranno nelle loro città, alcuni preferiranno non continuare negli studi, tuttavia una grande percentuale di questi ragazzi deciderà di iscriversi all’università.


Molti dei giovani indirettamente citati in questo post avranno fatto i loro calcoli, valutato le opportunità che offrirà l’ateneo scelto e soprattutto ipotizzato la realtà cittadina che dovranno andare a vivere per diversi anni.


Secondo il profilo diplomati 2011, il 71% totale degli studenti proseguirà gli studi universitari. Rispetto al 2010, la percentuale degli studenti che preferisce continuare gli studi è di 61 su cento, il voto medio emerso è di 76 su cento.
L’ 83% dei diplomati, provenienti da famiglie in cui almeno un genitore è laureato, risulta iscritto all’università; tale quota scende al 49% tra quanti hanno padre e madre con un titolo di scuola dell’obbligo, fino al 27% tra i diplomati con genitori con licenza elementare.
Emerge che il 46% dei diplomati se potesse tornare indietro cambierebbe indirizzo di scuola, prettamente per ragioni legate alla possibilità di studiare materie diverse da quelle seguite (39%), Dopo tre anni, sale a 16 diplomati su cento la quota di insoddisfatti della propria scelta universitaria: una metà ha abbandonato gli studi.
Secondo 64 ragazzi su cento la formazione elevata aumenta le opportunità occupazionali e 75 su cento pensano che sarà necessario continuare a formarsi per tutta la vita, poco meno della metà 47% tengono molto ad avere successo nello studio e solo 23 su cento si dichiarano disposti a studiare con regolarità anche le materie non gradite; del resto ben 76 su cento amano fare esperienze diverse e solo il 19% si concentra sullo studio senza farsi distrarre da altro.
(la sintesi dei dati è consultabile presso questo link)

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